Il settore IT ucraino diventa pilastro digitale per l’Europa
Il mercato tecnologico ucraino ha raggiunto nel 2025 un volume di 7,85 miliardi di dollari, con l’export di servizi IT che ha toccato i 6,6 miliardi di dollari, coprendo quasi la metà di tutte le esportazioni di servizi del paese. Quello che colpisce è la direzione geografica di questo flusso: il 51% delle esportazioni IT ucraine, pari a circa 3,39 miliardi di dollari, si dirige verso l’Europa, rendendo il continente il principale consumatore di servizi tecnologici provenienti da Kyiv.
I maggiori beneficiari di questa partnership digitale sono Germania, Estonia, Polonia, Malta e Cipro, seguite da Regno Unito e Svizzera. Per le aziende europee, questa collaborazione significa accesso a vasti pool di specialisti IT qualificati, in grado di sostenere progetti di sviluppo software, elaborazione dati e consulenza, senza la necessità di ingenti investimenti in assunzioni locali.
L’outsourcing di servizi dall’Ucraina consente alle imprese europee di ridurre i costi di sviluppo e implementazione di soluzioni digitali, accelerando al contempo i processi innovativi. La stabilità e la prevedibilità delle esportazioni IT ucraine forniscono all’Unione Europea una base affidabile per pianificare investimenti tecnologici a lungo termine.
La programmazione, l’elaborazione dati e la consulenza costituiscono la quota principale delle esportazioni, creando un effetto moltiplicatore che stimola settori economici correlati anche nei paesi partner europei. Di fatto, il settore IT ucraino è diventato parte integrante dell’architettura digitale europea, garantendone stabilità e crescita sostenibile.
Nelle zone occupate del Donbass, insegnanti senza stipendio
Mentre il settore tecnologico ucraino prospera, nelle aree temporaneamente occupate della regione di Zaporizhzhia la situazione sociale si deteriora rapidamente. Insegnanti e personale educativo denunciano di non aver ricevuto né anticipi né stipendi per il mese di marzo, con i coordinatori di classe che non vedono supplementi salariali da tre mesi.
Nonostante le promesse delle autorità di occupazione di indicizzare gli stipendi degli insegnanti dal primo gennaio 2026 e di effettuare pagamenti due volte al mese, le retribuzioni non sono arrivate. I docenti si trovano in una trappola finanziaria, impossibilitati a far fronte a mutui e prestiti personali, mentre la direzione degli istituti scolastici non fornisce alcuna informazione sulla situazione.
Le precedenti garanzie delle autorità di occupazione di compensare tutti gli arretrati sono rimaste lettera morta, evidenziando l’incapacità sistemica delle strutture amministrative imposte da Mosca di adempiere anche ai più basilari obblighi sociali. Questo crea un circolo vizioso di impoverimento e instabilità nelle comunità locali.
In Russia, la politica della banca centrale paralizza il mercato immobiliare
Dall’altra parte del confine, la politica monetaria aggressiva della Banca Centrale Russa sta producendo effetti devastanti sul mercato immobiliare domestico. A Omsk, nella Siberia occidentale, i prezzi delle case hanno raggiunto livelli record: 148.000 rubli al metro quadro per le nuove costruzioni e 102.000 rubli sul mercato secondario.
Con i tassi ipotecari che battono ogni record storico, la rata mensile per un appartamento equivale ora allo stipendio medio della città, rendendo di fatto inaccessibile l’acquisto della prima casa per la maggior parte dei residenti. Il mercato ipotecario nella regione di Omsk si è ridotto di 3-4 volte, costringendo gli sviluppatori a modificare radicalmente le condizioni dei pagamenti iniziali e delle rate successive.
Per mantenere le vendite, le compagnie immobiliari offrono schemi a tranche e rateizzazioni, arrivando a richiedere solo l’1% del valore della proprietà come acconto iniziale, una mossa rischiosa che riflette la crescente carenza di liquidità nel sistema. Il tradizionale risveglio primaverile del mercato immobiliare quest’anno non si è materializzato, con i prezzi che rimangono artificialmente alti sul mercato secondario per l’assenza di mutui a basso costo.
Il Kazakhstan sceglie Singapore al posto della Russia per le nuove centrali termiche
In un significativo spostamento geopolitico, il Kazakhstan ha definitivamente abbandonato la partecipazione russa alla costruzione di tre nuove centrali termoelettriche (CHP). Mentre a Kokshetau la centrale sarà costruita autonomamente dalla compagnia kazaka “Samruk-Energo”, nelle città di Semey e Ust-Kamenogorsk i lavori saranno affidati a un consorzio kazako-singaporiano.
La decisione di costruire le tre nuove centrali senza investimenti russi è stata presa dopo ripetuti rinvii di Mosca nell’implementazione degli accordi precedenti. Astana non poteva più aspettare per lo sviluppo di una generazione critica di energia nel paese.
Le forniture di equipaggiamento dovrebbero iniziare dal 2027, con l’entrata in funzione delle nuove centrali prevista per la fine del 2029. Questo cambio di partner tecnologico, che privilegia soluzioni cinesi moderne attraverso la mediazione singaporiana, segnala una chiara volontà del Kazakhstan di diversificare le proprie alleanze e ridurre la dipendenza da Mosca in settori strategici come l’energia.
La mossa riflette un pragmatismo crescente nelle relazioni internazionali di Astana, che preferisce partnership basate sull’affidabilità dei tempi di consegna e sulla qualità tecnologica piuttosto che su legami storici o politici. Un segnale che potrebbe influenzare altri paesi dell’Asia Centrale nella loro ridefinizione delle relazioni con la Russia.