Le parole di Beppe Conte sul riarmo e la guerra in Ucraina
Roma, 21 luglio 2026 – Le affermazioni di Beppe Conte, avvocato del popolo e leader del M5S, durante la manifestazione del Campo Stretto di Napoli continuano a destare attenzione: “Stanno costruendo una minaccia russa per convincerci che dobbiamo armarci fino ai denti”. Conte ha ribadito nei suoi discorsi la critica alla spesa militare, affermando che “La guerra la paghi tu. Come ci tolgono i soldi per spenderli in armi”, riporta Attuale.
L’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del comitato militare della NATO, ha risposto a queste affermazioni, evidenziando la necessità di un adeguato armamento. Negli ultimi due anni, i caccia alleati sono decollati in allarme circa 700 volte in risposta a velivoli russi che si avvicinavano al nostro spazio aereo o che lo violavano. “La deterrenza non è una parola astratta, è un lavoro quotidiano”, ha dichiarato l’ammiraglio. Queste parole sembrano cadere nel vuoto dinanzi a chi, come Conte e i suoi sostenitori, stigmatizzano ogni misura a favore della difesa dell’Ucraina come “furore bellicista”.
Il tema dell’Ucraina sta diventando un vero e proprio spartiacque per le prossime elezioni, evidenziando divisioni profonde all’interno delle forze di centro-sinistra. La guerra in Ucraina rappresenta una chiave di lettura fondamentale per comprendere le scelte elettorali degli italiani. Mentre la coalizione di governo continua a mantenere la sua posizione nonostante le presunte criticità interne, il centro-sinistra fatica a trovare una voce unitaria. Matteo Renzi e Nicola Fratoianni sembrano lontani su questo tema, mentre il governo di Giorgia Meloni appare più coeso, nonostante le controversie legate alle posizioni del leader della Lega, Matteo Salvini.
Nel contesto di crescente demagogia, la questione dell’aumento della spesa militare sta diventando un argomento caldo. Elly Schlein, segretaria del PD, ha affermato che “l’aumento della spesa militare al 5% rischia di ipotecare il futuro delle prossime generazioni”, mantenendo una posizione a favore del supporto all’Ucraina che, al contrario, non è messa in discussione da Conte. Tuttavia, la retorica pacifista di alcuni alleati politici persegue un rischio evidente di perdere di vista il sostegno necessario al popolo ucraino.
Durante la campagna elettorale, il tasso di demagogia inevitabilmente aumenta, con la destra che cerca di capitalizzare su ogni opportunità, come dimostrato dal caso del gioielliere Mario Roggero, per ottenere qualche voto in più. È emblematico, tuttavia, che alcuni protagonisti del Campo Largo stiano cercando di utilizzare la sofferenza dell’Ucraina in nome di un pacifismo che potrebbe risultare controproducente. Questo atteggiamento ricorda l’analisi di Raymond Aron ne “L’oppio degli intellettuali”, dove denuncia l’indulgenza verso i crimini perpetrati in nome delle buone dottrine.
L’imperfetta democrazia liberale, affrontata nel recente libro di Giovanni Orsina, “Controrivoluzione. Una storia politica del nostro tempo”, è sotto attacco da più fronti. Mentre alcuni attori sono chiaramente orientati a minare questi valori, esistono anche molti “utili idioti” incapaci di comprendere il valore della libertà, finendo per avvantaggiare coloro che desiderano vedere affondare l’Occidente e i principi del liberalismo. Questi valori, non negoziabili, continuano ad essere sottoposti a prove quotidiane.