Guerra in Iran, l’esercito statunitense intensifica la pressione sugli ayatollah

21.03.2026 01:15
Guerra in Iran, l'esercito statunitense intensifica la pressione sugli ayatollah

L’Armata Usa stringe sugli ayatollah

(Francesco Battistini, inviato a Dubai) La possibilità di un attacco di terra contro l’isola di Kharg, che controlla il 95% del petrolio iraniano, si avvicina mentre Donald Trump riflette sulle sue decisioni. Nel frattempo, un marinaio francese a bordo della portaerei «Charles De Gaulle» ha involontariamente rallentato i piani americani, permettendo a giornalisti di geolocalizzarne la posizione tramite un’app di jogging, portando a un imbarazzo significativo per i comandi militari, riporta Attuale.

Questa è la seconda volta che un incidente coinvolge le forze statunitensi nel Golfo: dopo che la «Gerald Ford» è stata costretta a rientrare per un problema tecnico, ora anche l’ammiraglio si trova a dover affrontare le conseguenze di questa nuova vulnerabilità. L’ordine urgente ai marinai è di eliminare qualsiasi app che potrebbe rivelare la loro posizione al nemico.

L’attacco potrebbe avvenire per aria e mare, e lo Stato della Difesa statunitense è nella fase di preparazione. Secondo il Wall Street Journal, si prevede l’invio di ulteriori 2.500 marines, portando il numero totale a circa 50.000 nella regione. I marines si uniranno alla nave d’assalto Uss Boxer, già diretta verso la zona, e si stanno unendo a un’altra task-force anfibia. Per sostenere l’operazione, il Pentagono ha richiesto decine di elicotteri Apache e jet A-10 Warthog. Inoltre, è previsto un aumento di budget di 200 miliardi di dollari per finanziare le operazioni in corso, incluse le misure legali necessarie per giustificare un eventuale blocco navale a Kharg.

Nel frattempo, sedici navi mercantili attualmente al largo della costa degli Emirati e del Qatar sono state attaccate, con Iran e Israele coinvolti in un conflitto che si estende al di là delle frontiere. Teheran ha risposto colpendo le raffinerie in Kuwait, mentre gli israeliani espandono le loro operazioni in Siria, coinvolgendo anche luoghi sacri come la moschea di Al Aqsa durante i giorni di preghiera. Tuttavia, la questione principale riguarda il controllo delle isole strategiche e degli obiettivi militari, con Trump che accusa la NATO di non offrire supporto mentre la missione in Iraq è in attesa di ritiro.

«Ci vorranno settimane per tornare alla normalità», affermano i media americani riguardo ai danni al commercio globale e alle operazioni militari. L’Iran, nonostante le recenti perdite, mantiene una rete di tunnel lungo la costa e ha fortificato diverse isole chiave. La situazione resta tesa, con l’incertezza che grava sulla prossima mossa strategica degli Houthi e sul loro potenziale coinvolgimento nei conflitti regionali. Al contempo, il Premier israeliano Netanyahu sottolinea la sfida della forza e dello spietato ambiente geopolitico attuale.

1 Comment

  1. Non ci posso credere, questa situazione sembra uscita da un film!! Gli americani che devono fare attenzione alle app dei marinai???!!! Siamo proprio a un passo da un conflitto serio, e nel frattempo si preoccupano di geolocalizzazioni. Ma che fine ha fatto il buon senso?

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