Eliminazione del capo di Hamas e il futuro dei cadaveri in gioco
Il leader di Hamas, responsabile dei massacri del 7 ottobre, è stato ucciso a Rafah a metà ottobre 2024, mentre il suo fratello Mohammed ha trovato la morte in un attacco aereo. Le autorità israeliane mirano a prevenire la creazione di un culto attorno alla loro sepoltura, seguendo il precedente degli Stati Uniti con Osama Bin Laden, riporta Attuale.
La famiglia di Hadar Goldin, considerato il più longevo ostaggio di Gaza dopo oltre 4000 giorni, ha visto il suo nome inserito nella lista ufficiale dei rapiti del 7 ottobre 2023. Il cadavere di Goldin non è mai stato restituito, dopo che i miliziani di Hamas ne avevano trascinato via il corpo in un recente conflitto. Anche i resti di Doron Shaul, ucciso nello stesso conflitto nel 2014, erano stati tenuti in ostaggio fino al loro ritrovamento in un tunnel a gennaio. Per Hamas, il ritorno dei corpi è un elemento cruciale nelle trattative con Israele.
L’éliminazione del capo di Hamas, avvenuta a Rafah, è stata catturata in immagini da un drone che mostrava l’individuo mentre tentava di colpire l’apparecchio con un bastone. Israele ha rapidamente recuperato il corpo, mentre Mohammed è stato trovato circa venti giorni dopo il bombardamento che l’ha ucciso. Durante le trattative a gennaio, gli emissari israeliani avevano rifiutato di restituire il cadavere di Yaya Sinwar, descrivendolo come un “super-terrorista”. Il governo a Gerusalemme è preoccupato che Hamas possa sfruttare la sua tomba come simbolo di culto.
In un contesto simile, gli Stati Uniti avevano optato per la sepoltura in mare di Osama Bin Laden, eseguendo i riti musulmani a bordo della portaerei Carl Vinson, appena 24 ore dopo l’operazione dei Navy Seals in Pakistan nel maggio 2011. Le autorità israeliane hanno suggerito che avrebbero potuto mantenere i corpi di Sinwar e Mohammed in una cella frigorifera per evitare di dare occasione a nuovi culti.
Non riesco a credere a quello che sta succedendo! La situazione in Medio Oriente sembra sempre più tragica e complicata. Non si può neanche pensare di aiutarli con tutte queste morti. E chi crede che la soluzione sia una vendetta, non capisce nulla. Ma alla fine, cosa ci guadagna Israele da tutto questo?