Il futuro dello Stretto di Hormuz: segnali di tensione e controffensive geopolitiche
Il recente accordo in 14 punti tra l’Iran e le potenze regionali ha sollevato preoccupazioni su un potenziale controllo iraniano nello Stretto di Hormuz, un passaggio strategico per il commercio mondiale. Mohammed Bagher Galibaf, negoziatore di Teheran e presidente del parlamento, ha dichiarato che «lo Stretto di Hormuz non tornerà mai alla situazione precedente», suggerendo che l’Iran intende applicare costi sui servizi marittimi, mossa che potrebbe trasformare il mare in un campo minato politico, riporta Attuale.
Il riferimento alla creazione dell’«Autorità dello Stretto del Golfo Persico» da parte dell’Iran, avvenuta a maggio, rappresenta una mossa strategica per affermare il controllo su un’area da cui passava un quinto dell’offerta mondiale di petrolio e gas liquido. Gli Iraniani, oltre a imporre una sorta di pedaggio per navigazione, hanno già iniziato a richiedere «assicurazioni» per il transito delle navi moderatamente gratuite durante il periodo di negoziazione in corso. Le tensioni in aumento si manifestano attraverso scontri tra i guardiani della rivoluzione iraniani e navi americane nel tentativo di mantenere la libertà di navigazione.
Il futuro dello Stretto di Hormuz pone in discussione la credibilità degli Stati Uniti di fronte ai loro alleati, con il rischio di destabilizzare i flussi commerciali globali. Il governo dell’Oman ha già avvertito i rappresentanti europei che l’accesso a Hormuz non sarà più come prima della guerra, aggiungendo che le navi potrebbero dover sostenere nuovi costi di passaggio. Il sultano dell’Oman, Haitam bin Tariq, discuterà della questione a Parigi con Emmanuel Macron, evidenziando l’interesse di Muscat per la gestione condivisa delle acque e le opportunità economiche derivanti dal prelievo collegato.
Spesso, le principali nazioni del Golfo e i investitori globali si oppongono fermamente all’idea di dazi sul transito di Hormuz, preoccupati per un possibile effetto domino su altre rotte cruciali, come lo Stretto di Malacca o il passaggio marittimo tra Cina e Taiwan. Mentre l’Iran sembra esagerare il proprio potere, i Paesi del Golfo stanno intensificando gli sforzi per diversificare le loro rotte di esportazione, con Abu Dhabi che progetta di aumentare la capacità di un oleodotto che bypassa Hormuz e altre iniziative per trasportare il petrolio via terra.
La situazione nello Stretto di Hormuz continua a essere in evoluzione, con la tensione crescente che potrebbe portare a sviluppi significativi nella geopolitica del Medio Oriente, mentre le potenze mondiali monitorano attentamente la situazione, preparandosi a rispondere a qualsiasi cambiamento con potenziali ripercussioni sul commercio globale.