I conservatori britannici rischiano l’estinzione a causa della crisi post-Brexit

08.10.2025 23:25
I conservatori britannici rischiano l'estinzione a causa della crisi post-Brexit

La crisi dei Conservatori britannici: il congresso segna la fine di un’era

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA – Il congresso annuale del partito conservatore, tenutosi a Manchester, ha assunto toni funerei: i delegati sembravano partecipare a un rito funebre piuttosto che a una celebrazione di un partito storico. Gli ultraconservatori, attualmente bloccati attorno al 15% nei sondaggi, rischiano l’espulsione dal Parlamento se si votasse domani, riportano Attuale.

Infatti, i Conservatori britannici, un tempo il partito politico più significativo della storia occidentale, si trovano sull’orlo dell’estinzione. I segnali sono chiari: il fenomeno Nigel Farage, leader del partito populista Reform, ha eroso la base storica del partito, creando un palcoscenico per una destra radicale che sfida quella tradizionale. L’emergere di Farage segna un cambiamento parallelo a quello reso famoso negli anni Venti del Novecento, quando i Laburisti superarono i Liberali come principale forza d’opposizione.

Nel corso del congresso, numerosi membri dei Tory hanno abbandonato il partito per unirsi alle schiere di Farage, con 20 consiglieri locali che hanno fatto questo passo decisivo martedì scorso. Kemi Badenoch, l’attuale leader dei Conservatori, ha cercato di minimizzare la rilevanza di Farage nel suo discorso di chiusura, affermando: «Non si fa la lotta con un maiale: ci si sporca e a lui piace…». Tuttavia, le sue parole non rallentano l’inevitabile: la radicalizzazione del partito conservatore, che ha cercato di adattarsi alle posizioni di Farage, non ha portato i frutti sperati.

Storicamente, i Conservatori hanno prosperato come partito pragmatico e non ideologico, evolvendo con il tempo e adattandosi alle sfide uscite dalle circostanze politiche. Hanno rappresentato figure storiche come Benjamin Disraeli e Margaret Thatcher, mostrando una capacità ineguagliata di innovazione e apertura, includendo anche matrimoni gay a Londra.

Tuttavia, la Brexit e le sue conseguenze ideologiche hanno segnato la loro rovina. La questione europea ha prodotto tensioni interne, contribuendo alle dimissioni di David Cameron, Theresa May e alla travagliata leadership di Boris Johnson. Questa spirale discendente è culminata nel breve mandato di Liz Truss, che ha lasciato la Gran Bretagna in una grave crisi economica, seguita da un governo di continuità con Rishi Sunak, che ha visto la credibilità del partito sfumare.

Dopo la Brexit, il fenomeno dell’immigrazione di massa ha proseguito in un clima di instabilità sociale e culturale, contribuendo all’ascesa del populismo di Farage. L’elettorato si è spostato a destra, spingendo ancor più gli ex sostenitori conservatori verso un’ideologia più netta ed esclus iva, palpabile anche nei recenti leader di colore, che hanno suscitato malcontento tra alcuni segmenti della popolazione. Rimane a questo punto una sola speranza per i Conservatori: che Farage possa implodere e che i laburisti continuino a sbagliare, un’opzione che sembra sempre più irrealistica.

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