I legami tra i fratelli Tate e l’amministrazione Trump nella loro controversa fuga negli Stati Uniti

18.12.2025 16:15
I legami tra i fratelli Tate e l'amministrazione Trump nella loro controversa fuga negli Stati Uniti

Il ritorno dei fratelli Tate negli Stati Uniti: nuovi dettagli emergono sui legami con l’amministrazione Trump

Il 27 febbraio del 2025, Andrew e Tristan Tate sono atterrati in Florida a bordo di un aereo privato, dopo che un giudice in Romania aveva revocato le restrizioni di viaggio permettendo loro di rientrare negli Stati Uniti. Andrew Tate, noto imprenditore e influencer con posizioni misogine, violente e razziste, è accusato insieme a suo fratello di vari reati, tra cui violenza sessuale e traffico di esseri umani, per aver costituito una rete di prostituzione basata su inganno e coercizione di decine di donne. I due sono attualmente oggetto di indagini in Romania, nel Regno Unito e in Florida, riporta Attuale.

Diverse fonti, tra cui il Financial Times, avevano già riportato che i fratelli Tate erano riusciti a riottenere i passaporti dalle autorità rumene sotto pressione dell’amministrazione Trump. Recentemente, un’inchiesta del New York Times ha fornito maggiori dettagli sui legami tra i Tate, l’amministrazione Trump e la famiglia del presidente.

Fra le novità, due messaggi inviati da Andrew Tate a persone a lui vicine nei giorni prima del rientro negli Stati Uniti, che indicano un’interferenza diretta da parte dell’amministrazione Trump. In un messaggio del 14 gennaio, Tate affermava: «L’amministrazione Trump mi ha fatto sapere che se ne occuperanno loro. Mi hanno detto che sarò libero e che il presidente Trump ha bisogno di incontrarmi presto a Miami». Poco dopo, i fratelli sono sbarcati all’aeroporto di Fort Lauderdale, situato vicino a Mar-a-Lago, la residenza di Trump, il quale ha negato di aver avuto un ruolo nel loro rilascio.

In un altro messaggio, datato 26 febbraio, Tate scriveva: «Ho ricevuto istruzioni molto dettagliate dagli americani su come attraversare il confine, sui telefoni, i passaporti, ecc. Non posso dire altro». Il giorno seguente, i fratelli Tate sono partiti per gli Stati Uniti, documentando il loro viaggio con un video pubblicato su Rumble.

Nel video, Andrew Tate ha dichiarato che il ritorno era stato autorizzato a patto che avvenisse in segreto. Ha menzionato che l’aeroporto di Bucarest era stato riaperto per loro alle due del mattino e che avevano affrontato un blocco temporaneo da parte della polizia rumena. Ha anche spiegato di aver contattato un intermediario rumeno per risolvere la situazione prima dell’alba, sottolineando l’urgenza di evitare l’attenzione dei media.

In seguito, i giornalisti hanno interpellato Joseph D. McBride, avvocato dei Tate, riguardo al possibile coinvolgimento dell’amministrazione nel loro rientro, e lui ha risposto: «Fatevi due conti, i ragazzi sono sull’aereo».

In aggiunta, notizie di ProPublica avevano già riportato che, al loro arrivo negli Stati Uniti, i loro telefoni erano stati sequestrati dagli agenti della polizia doganale, ma non è chiaro su richiesta di quale autorità. Un funzionario della Casa Bianca, Paul Ingrassia, ex avvocato dei Tate, sarebbe intervenuto per richiederne la restituzione.

Il New York Times ha anche confermato che Richard Grenell, inviato speciale dell’amministrazione Trump e noto sostenitore dei Tate, ha discusso del caso con funzionari di alto livello in Romania, tra cui Victor Ponta e Emil Hurezeanu. Entrambi hanno negato qualsiasi ruolo nel rilascio dei Tate.

Infine, il quotidiano ha raccolto dichiarazioni e interviste per tracciare i legami tra i fratelli Tate, la famiglia Trump e diversi esponenti della destra statunitense. Andrew Tate ha infatti conosciuto personalmente Donald Trump Jr. alla Trump Tower nel 2017, e nel 2018 ha dichiarato di sentirlo «ogni due giorni». Inoltre, ha emergere che Barron Trump avesse grande ammirazione per Andrew e che si fossero già sentiti tramite Zoom.

Tra le personalità di destra che hanno espresso sostegno ai Tate vi sono anche Tucker Carlson e Candace Owens.

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