Messico: i «veicoli-mostri» dei narcos segnano un’evoluzione nel conflitto per il controllo della droga
I cartelli della droga messicani stanno utilizzando veicoli armati innovativi, noti come «veicoli-mostri», per intensificare il loro controllo su aree contese. Questi mezzi, dotati di mitragliatrici controllate a distanza, sono stati avvistati nelle incursioni a Teocaltiche, nello stato di Jalisco, territorio del potente cartello di «Nuova Generazione», guidato da El Mencho, riporta Attuale.
Inizialmente, i narcos usavano normali pickup, ma con il tempo hanno iniziato a rinforzare i veicoli per resistere agli scontri con i rivali e le forze di sicurezza. La creazione di blindati fai-da-te rappresenta un’evoluzione allarmante, e ora alcuni modelli sono equipaggiati con armi pesanti sul tetto, a rappresentare un passaggio verso forme più aggressive di guerriglia.
Almeno due di questi veicoli sono stati identificati e filmati da droni mentre venivano utilizzati dai criminali nelle strade durante un attacco. Secondo le autorità, queste mitragliatrici permettono un volume di fuoco sostenuto, segnando un aumento significativo della capacità operativa dei criminali.
Il fenomeno dei «veicoli-mostri» è emerso in risposta alla crescente necessità di raggiungere obiettivi strategici e affrontare altre organizzazioni. I cartelli hanno assunto tecnici esperti per sviluppare veicoli dotati di armamenti pesanti, feritoie e sistemi per sfondare barricati. In risposta, i gruppi rivali hanno accresciuto il loro arsenale, impiegando bombe rudimentali e lanciarazzi di tipo RPG.
Questo utilizzo di armamenti inusuali non è solo una mossa strategica, ma anche un atto di propaganda da parte dei boss per mostrare la loro potenza. Tuttavia, questa escalation di violenza rappresenta una minaccia concreta manifestata da agguati mortali e collusioni con figure politiche.
Un recente episodio ha riportato l’attenzione pubblica sulla violenza dei cartelli: un sicario di soli 17 anni ha ucciso il sindaco di Uruapan, Carlos Manzo, noto per la sua opposizione al crimine organizzato. Le autorità hanno arrestato un sospetto, Josè Armando N., accusato di orchestrare l’omicidio tramite mezzi criptati, evidenziando l’influenza del cartello di Jalisco nella regione.
La situazione al confine con gli Stati Uniti genera preoccupazione nella politica americana, dove alcuni esponenti di destra invocano un intervento diretto simile a quello attuato nei Caraibi. In risposta, Donald Trump ha autorizzato l’intelligence a perseguire i contrabbandieri, ma il Messico ha categoricamente rifiutato qualsiasi violazione della sua sovranità. Attualmente, non ci sono piani per operazioni militari americane sul territorio messicano.