I veterani della politica governano l’Africa giovanile

30.10.2025 10:15
I veterani della politica governano l'Africa giovanile

I vecchi presidenti della giovane Africa

Bentrovati. Dalla inattesa vittoria di Javier Milei alle elezioni in Argentina alla guerriglia urbana, con massacro finale, nelle favelas di Rio, fino al devastante uragano Melissa sui Caraibi e alla escalation militare al largo del Venezuela, questa settimana molte notizie dall’America latina hanno affollato le cronache di politica estera. Intanto, in Africa, nel silenzio quasi assoluto, si sono consumate elezioni poco limpide in Tanzania, Camerun e Costa d’Avorio mentre si continua a soffrire in Sudan, ignorati dal resto del mondo. Le ultime elezioni consolidano la tendenza del «leader ultra-ottuagenario» dell’Africa, che invece vanta la popolazione più giovane del mondo. Alassane Ouattara della Costa d’Avorio ha 83 anni; Paul Biya del Camerun, 92 anni; Yoweri Museveni dell’Uganda, 81 anni; Teodoro Mbasogo della Guinea Equatoriale, 83 anni; Emmerson Mnangagwa dello Zimbabwe, 81 anni, riporta Attuale.

L’Africa viene spesso chiamata «il continente giovane» perché è quello con l’età mediana più bassa: circa 19 anni. L’età mediana dell’Europa è di 44 anni e mezzo, quella dell’Asia di 32 – in Italia addirittura 48. Ma il continente ragazzino continua ad essere governato dai nonni, spesso poco democratici. Una ricerca della ong americana Freedom House conferma che i Paesi «non liberi» tendono ad avere leader molto più anziani della loro popolazione.

L’ex inviata speciale dell’Unione Africana per i Giovani, Aya Chebbi, ha denunciato una «crisi generazionale»: la generazione più anziana – protagonista delle lotte di liberazione dal dominio coloniale, e in molti casi rimasta al governo da allora – non ha ascoltato le richieste di cambiamento delle generazioni successive. Non solo. Leader che restano in carica così a lungo, progressivamente, accentrano il potere, limitano la libertà di stampa, reprimono l’opposizione e non fanno riforme innovative, preferendo lo status quo.

Buona lettura

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