Il bar di Tokyo che sfida la demenza senile, un’iniziativa che promuove l’inclusione sociale

29.03.2026 16:25
Il bar di Tokyo che sfida la demenza senile, un'iniziativa che promuove l'inclusione sociale

In Giappone, un ristorante accoglie anziani con demenza senile per promuovere l’inclusione sociale

All’Orange Day di Tokyo, Yoshiko Yamane, affetta da demenza senile, si è dimenticata di un ordine ma ciò evidenzia la missione del locale: creare uno spazio di socialità per tutti, riporta Attuale.

Nel 2025, il Giappone conta oltre 20 milioni di persone sopra i 75 anni, rappresentando il 29,1% della popolazione totale. Questo invecchiamento demografico costituisce una sfida per la società e il governo, rendendo necessario affrontare le problematiche ad esso collegate, in particolare l’aumento dei casi di demenza senile, che colpisce circa 7 milioni di individui.

Le autorità giapponesi annualmente pubblicano il “Libro Bianco sull’invecchiamento della società” che evidenzia l’importanza di misure per sostenere gli anziani, in particolare gli affetti da demenza. Il nuovo “Quadro Generale delle misure in una società che invecchia” è stato presentato nel 2025 per preparare un ambiente sociale inclusivo, dove l’età non rappresenti un ostacolo alla partecipazione.

L’Orange Day, situato nel sobborgo di Sengawa, è gestito dall’associazione di Akiko Kanna. Ogni mese, un gruppo di volontari e anziani si dedica a questo “caffè degli ordini sbagliati”, accogliendo i clienti con calore e pazienza, favorendo l’interazione sociale. Questo approccio è particolarmente significativo in un contesto culturale giapponese che tende a limitare il contatto fisico.

Toshio Morita, 88 anni, condivide le sue problematiche di memoria mentre vive ogni giorno come un “eterno presente”. La moglie, Masako, racconta come lui sembri tornato ai suoi vent’anni, dimenticando eventi recenti ma mantenendo ricordi vividi del passato. Le loro giornate includono attività ricreative in centri diurni dove incontrano altri anziani.

Miho, la figlia di Yoshiko, evidenzia la sfida di accettare la malattia della madre, trasformando un viaggio in un’opportunità di socializzazione. Yoshiko, come tutti gli anziani giapponesi, si sottopone annualmente a controlli per la salute degli anziani, una misura inclusa nel sistema sanitario nazionale che supporta l’assistenza e il monitoraggio delle necessità.

Il sistema sanitario giapponese copre gran parte delle spese per l’assistenza, richiedendo solo il 10% ai pazienti. I care manager svolgono un ruolo cruciale nel valutare le esigenze individuali e nel pianificare un’assistenza personalizzata. Grazie a questo supporto, Miho ha scoperto l’Orange Day.

Akiko Kanna, fondatrice del progetto, sottolinea come l’Orange Day rappresenti non solo un luogo d’accoglienza, ma anche un’opportunità per gli anziani con demenza di contribuire attivamente alla comunità, superando stigmi e vergogne culturali. Tuttavia, la resistenza verso la demenza rimane forte, con famiglie che spesso evitano la diagnosi.

La sfida giapponese si presenta come un equilibrio tra il rispetto per gli anziani e la necessità di una gestione inclusiva che superi i pregiudizi culturali. Alla fine del turno, i camerieri dell’Orange Day, sorridenti, salutano i clienti e si preparano a tornare alle loro famiglie, evidenziando un rinnovato senso di comunità.

1 Comment

  1. Che bella iniziativa! In Italia spesso si parla poco di queste tematiche e la demenza viene vista come un tabù… Invece, creare spazi dove le persone anziane possano sentirsi parte di una comunità è fondamentale. Un esempio che dovremmo seguire, davvero!

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