Il Belgio blocca il prestito all’Ucraina, mentre la Commissione Europea cerca una soluzione
Il Belgio sta bloccando l’invio di un prestito cruciale all’Ucraina da 140 miliardi di euro, necessario per affrontare le spese militari e civili del paese, che rischia di trovarsi senza fondi nel giro di pochi mesi, riporta Attuale.
La Commissione Europea ha ideato un piano per utilizzare i fondi congelati della Russia in Europa a sostegno dell’Ucraina, ma il governo belga teme ripercussioni legali ed economiche. Questi fondi includono 185 miliardi di euro in investimenti russi, già maturati nel sistema economico europeo, di cui 45 miliardi dovrebbero servire a ripagare un prestito preesistente e i restanti 140 miliardi per aiutare Kiev.
Il Belgio, attraverso Euroclear, ha espresso preoccupazioni riguardo ai rischi legali se il prestito dovesse andare a buon fine. La Russia potrebbe intraprendere azioni legali per recuperare i fondi, mettendo a rischio l’economia belga, il cui PIL annuale è di circa 600 miliardi di euro. Tale scenario potrebbe provocare gravi conseguenze per un paese di dimensioni contenute come il Belgio.
Nonostante le sanzioni contro la Russia, Bruxelles si sta muovendo per implementare un meccanismo di garanzia che ridistribuisca il rischio legale tra gli Stati membri dell’Unione, per evitare che Euroclear e il Belgio siano gli unici esposti a richieste di rimborso.
La maggior parte degli Stati membri è favorevole a tale soluzione. Recentemente, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha sostenuto l’idea del prestito in un editoriale per il Financial Times, evidenziando l’importanza di evitare un nuovo debito per l’Unione e bypassare eventuali veti, come quello dell’Ungheria, su trasferimenti di fondi.
La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha incontrato venerdì il primo ministro belga Bart De Wever per persuaderlo a riconsiderare la posizione belga. Una decisione finale riguardo al prestito sarà presa durante il prossimo incontro dei leader europei, previsto per metà dicembre.