Il nuovo Ddl sul blocco navale: misure di sicurezza nazionale o iniziative fallimentari?
La premier Giorgia Meloni ha lanciato un video in cui annuncia misure relative al blocco navale nell’ambito del nuovo Ddl sicurezza. Le proposte, tuttavia, differiscono notevolmente da quelle presentate in passato dal suo partito, Fratelli d’Italia. Al riguardo, il giurista Giuseppe Cataldi ha espresso dubbi sulla loro efficacia, sottolineando che potrebbero risultare superflue, riporta Attuale.
Dettagli del Ddl
Le nuove norme stabiliscono che il blocco navale è autorizzato per motivi di sicurezza nazionale. Questo prevede un divieto di accesso alle acque italiane in caso di sospette minacce terroristiche o flussi migratori significativi. Le persone a bordo delle imbarcazioni bloccate potranno essere trasferite in paesi terzi. Inoltre, la legge prevede l’espulsione immediata per gli stranieri colpevoli di vari reati, inclusa la minaccia a pubblico ufficiale. Cambieranno anche le regole per la protezione speciale, che sarà concessa solo a chi è in Italia da almeno cinque anni, ha una competenza linguistica certificata e dispone di un’abitazione con requisiti igienico-sanitari specifici.
Diverse promesse per Fratelli d’Italia
È interessante notare che nel programma di FdI del 2022 si faceva riferimento a una proposta diversa, mirata a fermare le partenze dei migranti dalle coste nordafricane tramite una missione navale europea. Secondo un documento pubblicato a marzo 2022, questa missione avrebbe dovuto avvenire in collaborazione con le autorità libiche, per evitare che le imbarcazioni partissero verso l’Italia. Il programma attuale, come descritto dalla premier, offre una visione radicalmente diversa.
Precedenti analoghi
Una proposta simile era stata avanzata da Matteo Salvini attraverso il decreto Sicurezza bis nel 2019, quando il governo Conte II aveva successivamente limitato l’applicazione della legge per conformarsi alle normative internazionali, per evitare conflitti con i principi fondamentali della Costituzione.
Critiche legali
Il giurista Giuseppe Cataldi ha definito il nuovo Ddl inefficace, sostenendo che, in base al diritto internazionale, l’attraversamento delle acque territoriali italiane non può essere arbitrariamente negato. Citando l’articolo 19 della Convenzione Onu sul diritto del mare, evidenzia che il passaggio è considerato inoffensivo finché non rappresenta una minaccia per lo Stato costiero. In presenza di situazioni di emergenza, come le operazioni di search and rescue (SAR), le navi hanno il diritto di entrare in acque internazionali per garantire la sicurezza delle persone salvate.
Conclusione
Il dibattito sulle nuove misure proposte dal governo Meloni continua, con l’opinione pubblica e i giuristi che mettono in discussione l’efficacia e la legalità delle stesse. Mentre si cerca di rispondere alle sfide legate alla migratorietà e alla sicurezza nazionale, è cruciale garantire che tali misure non compromettano i diritti umani fondamentali e il rispetto delle normative internazionali.