Nasce il Climate Mobility Innovation Lab per affrontare le migrazioni ambientali nel Mediterraneo
Il Climate Mobility Innovation Lab (CMIL) per il Mediterraneo è stato lanciato ufficialmente a Roma: si tratta di una piattaforma di coordinamento tra governi, comunità scientifica, società civile, settore privato e comunità locali, istituita per affrontare le cause delle migrazioni di natura ambientale, riporta Attuale.
La cerimonia di avvio dell’iniziativa ha avuto luogo la scorsa settimana presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, in presenza del Ministro Gilberto Pichetto e di Rania Sharshr, Direttrice Globale per l’Azione climatica dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM). Erano presenti anche il Direttore Generale delle Attività europee, internazionali e finanza sostenibile del MASE, Alessandro Guerri.
Il CMIL Mediterraneo, grazie a un budget triennale, opererà come nodo regionale del Global Climate Mobility Innovation Lab di IOM. Il Ministro Pichetto ha espresso “grande soddisfazione per la collaborazione con IOM e per la visione condivisa, chiara e ambiziosa di questa iniziativa, fondata su sostenibilità e innovazione”. Ha aggiunto che “la piattaforma potrà generare risultati concreti per il Mediterraneo e l’Africa, anche con nuove collaborazioni nel segno di una responsabilità condivisa di fronte alle sfide climatiche e umane”.
Il principale obiettivo del CMIL, secondo una nota del MASE, è sviluppare soluzioni innovative per affrontare il crescente impatto dei cambiamenti climatici sulla mobilità umana nel bacino del Mediterraneo, focalizzandosi su prevenzione, resilienza e adattamento locale. Questa area, che si riscalda più rapidamente della media mondiale e rappresenta uno dei principali corridoi migratori, è considerata prioritaria per interventi anticipatori basati su evidenze scientifiche e sul rafforzamento delle capacità istituzionali e comunitarie.
L’initiative punta a promuovere soluzioni inclusive e sostenibili, come nature-based solutions, sistemi di allerta precoce e infrastrutture resilienti. Un particolare focus sarà posto sul coinvolgimento di giovani, donne e persone con disabilità, nonché sulla cooperazione con i Paesi africani, in sinergia con il CMIL Africa.
Durante l’incontro, sono stati discussi approfondimenti sulla governance, le priorità operative e le possibili sinergie con iniziative come il Fondo Italiano per il Clima.