La Russia blocca WhatsApp, senza comunicato ufficiale sui motivi del divieto

12.02.2026 06:55
La Russia blocca WhatsApp, senza comunicato ufficiale sui motivi del divieto

Blocco di WhatsApp in Russia: L’app di messaggistica non è più accessibile

Da mercoledì, l’accesso a WhatsApp, l’app di messaggistica più popolare al mondo, è stato interrotto in Russia. In precedenza, il governo russo aveva già tentato di limitare la diffusione di WhatsApp attraverso blocchi temporanei o riduzioni della funzionalità, accusando l’azienda statunitense Meta di violare le leggi locali sulla comunicazione su Internet. Tuttavia, ora WhatsApp è stato completamente rimosso dalla lista dei siti accessibili. Al momento, non ci sono comunicati ufficiali da parte delle autorità russe riguardo le motivazioni di questo blocco, riporta Attuale.

Nel 2022, la Russia aveva classificato Meta come un’organizzazione terroristica e aveva già bloccato l’uso nel paese di Facebook e Instagram, lasciando inizialmente attivo WhatsApp. Il blocco dell’app è stato imposto un giorno dopo che le autorità russe avevano limitato l’accesso a Telegram, un’altra app di messaggistica, accusandola di non proteggere adeguatamente i dati personali degli utenti.

WhatsApp ha commentato la decisione del governo russo, affermando che «oggi il governo russo ha tentato di bloccare completamente WhatsApp nel tentativo di indirizzare gli utenti verso un’app di sorveglianza di proprietà statale. Cercare di isolare oltre 100 milioni di persone da comunicazioni private e sicure è un passo indietro e può solo portare a una minore sicurezza per le persone in Russia».

L’app di sorveglianza menzionata è MAX, un servizio di messaggistica alternativo sviluppato per volere del governo russo, che è preinstallato su tutti i cellulari, tablet e smart TV venduti in Russia dal settembre scorso. A differenza delle altre app, MAX ha regole sulla protezione dei dati personali molto più permissive; diversi esperti e dissidenti sostengono che il governo intenda utilizzarla per monitorare le conversazioni private dei cittadini.

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