Riconoscimento facciale: il governo accelera sull’uso dell’AI mentre l’opposizione avverte sui rischi per la libertà

29.07.2026 20:45
Riconoscimento facciale: il governo accelera sull'uso dell'AI mentre l'opposizione avverte sui rischi per la libertà

Il Governo Italiano Avanza nella Sorveglianza con Riconoscimento Facciale

Roma, 29 luglio 2026 – Il governo ha ricevuto l’ok per integrare i sistemi di sorveglianza con tecnologie di riconoscimento facciale, consentendo la raccolta e la memorizzazione dei dati delle persone che accedono a luoghi a rischio per la sicurezza pubblica per sette giorni. La decisione arriva dopo i casi di Bologna e Val di Susa e ha portato a un’accelerazione in commissione politiche europee al Senato su uno schema di decreto legislativo che allinea le norme nazionali alle regole europee sull’uso dell’intelligenza artificiale da parte delle forze dell’ordine, riporta Attuale.

Lo Schema di Decreto prevede che l’uso di sistemi di videosorveglianza con intelligenza artificiale sia consentito solo dopo la commissione di un reato. I dati possono essere conservati per un massimo di sette giorni sulle registrazioni locali, mentre i registri informatici devono rimanere inalterabili per cinque anni. Tuttavia, la possibilità di utilizzare i dati di riconoscimento facciale retroattivamente senza l’autorizzazione di un giudice di pace ha suscitato preoccupazioni, poiché si potrà accedere a una banca dati biometrica delle persone presenti in un luogo o evento anche in assenza di un illecito.

Le Critiche si fanno sentire forte e chiaro. Il senatore M5s Pietro Lorefice ha abbandonato i lavori della commissione, denunciando una “forzatura gravissima della maggioranza” e avvertendo che “con il riconoscimento facciale si apre una deriva pericolosa”. Il Parlamento, afferma, non può diventare una “mera formalità”. Anche la deputata del PD Debora Serracchiani critica l’approccio, definendolo “estremamente invasivo” e in contrasto con i diritti e le libertà fondamentali. Secondo Serracchiani, le disposizioni attuali potrebbero sfociare in una sorveglianza generalizzata contraria ai principi europei e alle garanzie costituzionali. Altri leader politici, come Riccardo Magi di +Europa, evidenziano il rischio di una transizione dalla democrazia al controllo di massa.

Il Garante della Privacy, interviene sull’argomento sostenendo che il trattamento automatizzato dei dati biometrici non è in linea con l’Ai Act dell’Unione Europea, che consente il riconoscimento facciale solo in ambiti di ricerca mirata. Il senatore di Fratelli d’Italia Giulio Terzi di Sant’Agata ha risposto che “l’impiego dei sistemi al di fuori dei casi previsti dalla legge comporta l’inutilizzabilità dei risultati”. Tuttavia, il Garante chiede un chiarimento sul ruolo della supervisione umana nei sistemi di intelligenza artificiale e un rafforzamento delle garanzie per le banche dati biometriche, raccomandando l’elaborazione dei dati solamente in presenza di necessità operative specifiche, evitando raccolte massive e preventive.

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