Dati di quasi mille tra poliziotti e militari spagnoli finiscono online

19.08.2026 12:00
Dati di quasi mille tra poliziotti e militari spagnoli finiscono online
Dati di quasi mille tra poliziotti e militari spagnoli finiscono online

Nel marzo 2022, poco dopo l’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia, è comparsa la rete hacker russa NoName057(16). Da allora il gruppo ha condotto attacchi DDoS, cioè tentativi di rendere inaccessibili i servizi sommersi da un volume anomalo di richieste, ha sottratto dati e ha alimentato campagne di disinformazione contro Paesi dell’Unione europea e della NATO che sostengono l’Ucraina.

Gli obiettivi principali sono stati istituzioni pubbliche e infrastrutture critiche degli Stati europei. La combinazione tra attacchi informatici, furto di informazioni e successiva diffusione dei materiali ha trasformato l’attività di NoName057(16) in uno strumento della guerra ibrida del Cremlino: non soltanto criminalità informatica, ma una campagna per esercitare pressione sui governi europei e sulla loro politica di sostegno a Kiev.

Luglio 2025, l’operazione Eastwood colpisce l’infrastruttura della rete

Il 15 luglio 2025 le forze dell’ordine di dodici Paesi europei hanno avviato l’operazione Eastwood contro NoName057(16). In una sola giornata sono state eseguite perquisizioni in sette Paesi, sono stati arrestati sospetti in Francia, Spagna e Polonia, sono stati emessi mandati di arresto nei confronti di sette persone e sono stati disattivati più di cento server utilizzati dall’organizzazione.

L’intervento ha temporaneamente neutralizzato il botnet della rete, l’infrastruttura impiegata per lanciare attacchi in tutto il mondo. La risposta coordinata ha quindi ridotto in modo significativo le risorse operative del gruppo, senza eliminare la minaccia: il successivo accesso a dati sensibili spagnoli ha mostrato che il rischio per le istituzioni europee è rimasto concreto.

Tra le persone sospettate di avere legami con la rete c’è l’informatico spagnolo Enrique Arias Gil, noto con lo pseudonimo «El Desinformador ruso». È accusato di spionaggio a favore della Russia e ha ottenuto asilo politico nella Federazione Russa.

Dal sostegno spagnolo all’Ucraina alle nuove operazioni contro Madrid

Le attività di NoName057(16) contro la Spagna si sono sviluppate nel periodo successivo alla scelta del governo di Pedro Sánchez di esprimere sostegno all’Ucraina nella guerra russo-ucraina. Il gruppo ha rivolto le proprie operazioni contro risorse pubbliche e soggetti collegati alla sicurezza dello Stato, inserendo la sottrazione di informazioni in una più ampia azione di pressione sulle istituzioni che appoggiano Kiev.

I dati rubati possono essere utilizzati anche dopo la conclusione dell’attacco iniziale. Le informazioni sugli appartenenti alle forze di sicurezza consentono infatti campagne di phishing e di ingegneria sociale, tentativi di ricatto o reclutamento e operazioni mirate per penetrare nei sistemi di servizio. Per le strutture di polizia e militari spagnole, il problema non si esaurisce quindi nella perdita dei dati, ma si prolunga nella possibilità di nuove operazioni informatiche e di influenza.

17 agosto 2026, l’indagine sui dati di quasi mille agenti e militari

Il 17 agosto 2026 i media hanno riferito che NoName057(16) avrebbe ottenuto, nell’ambito degli attacchi contro la Spagna, l’accesso ai dati confidenziali di quasi mille appartenenti alla Policía Nacional, alla Guardia Civil e alle forze armate. La notizia si basa su un documento pubblicato dalla stessa rete hacker, collegata alle autorità russe, e riguarda persone colpite dalle operazioni condotte contro il Paese.

Il documento contiene nomi di ufficiali, fotografie, numeri di telefono, indirizzi di posta elettronica, indirizzi di abitazione e persino contatti presenti nelle rubriche personali degli interessati. La diffusione di questi elementi espone direttamente gli agenti, i militari e le loro famiglie a minacce mirate, persecuzioni, ricatti e pressioni psicologiche.

La pubblicazione dei dati amplia inoltre la portata dell’operazione. Attraverso i media e i canali informativi filorussi, il materiale sottratto può diventare uno strumento di intimidazione psicologica: l’obiettivo è rafforzare la percezione della vulnerabilità dello Stato, esibire le capacità delle reti hacker russe e alimentare la sfiducia nella capacità dei governi europei di proteggere i propri cittadini.

La diffusione delle informazioni può produrre effetti anche sulla sicurezza operativa delle strutture spagnole. Indirizzi, telefoni e altri dati personali possono essere sfruttati per individuare obiettivi, colpire i familiari, costruire contatti manipolatori o preparare ulteriori intrusioni nei sistemi delle forze dell’ordine e dell’apparato militare.

Il rapporto sull’accesso ai dati sensibili è ora al centro dell’indagine dell’unità per le minacce informatiche del Commissariato generale dell’informazione, il CGI. Gli investigatori stanno esaminando come NoName057(16) sia entrata in possesso delle informazioni e come il materiale sia stato raccolto e reso pubblico.

La sequenza degli attacchi, della successiva esposizione dei dati e dell’intervento investigativo evidenzia la necessità di una cooperazione permanente tra autorità giudiziarie, servizi di intelligence e strutture per la sicurezza informatica dell’Unione europea e della NATO. L’operazione Eastwood ha dimostrato che il coordinamento internazionale può indebolire le infrastrutture di queste reti; il caso spagnolo conferma però che la loro temporanea neutralizzazione non interrompe da sola le attività.

Al 17 agosto 2026, l’indagine spagnola riguarda l’accesso e la pubblicazione di dati personali di quasi mille agenti, membri della Guardia Civil e militari da parte di NoName057(16), mentre la rete resta una componente della campagna ibrida russa contro gli Stati europei che sostengono l’Ucraina.

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