Vittoria in Brasile e Serbia: come i social possono ribaltare le elezioni
In Brasile, Luis Inàcio Lula ha vinto le elezioni presidenziali per la quarta volta, nonostante le pressioni della Silicon Valley e della Casa Bianca a favore di Flavio Bolsonaro. Parallelamente, in Serbia, un movimento studentesco ha ottenuto successi significativi, sfidando il governo di Aleksandar Vučić e dimostrando come il web possa ancora essere utilizzato in modi alternativi per influenzare le dinamiche politiche, riporta Attuale.
La vittoria di Lula è stata in parte attribuita a un canale WhatsApp creato dal giovane deputato André Janones, che ha mobilitato milioni di persone per sostenere la campagna del presidente. Dopo il primo turno, Janones ha ribattezzato il canale “Exercito do Lula”, permettendo a tre milioni di persone di iscriversi in una settimana. Grazie a una strategia efficace e a un linguaggio polarizzante, Lula ha saputo capitalizzare l’urgenza della mobilitazione elettorale.
In Serbia, gli studenti hanno costruito una rete di comunicazione alternativa, utilizzando Instagram, TikTok, Telegram e Signal per diffondere messaggi e coordinare le loro attività. Con l’iniziativa “uno studente in ogni villaggio”, hanno raccolto informazioni di sostegno da oltre diecimila famiglie, dimostrando una capacità organizzativa significativa in vista delle elezioni. Questa strategia ha reso possibile la mobilitazione contro il potere consolidato di Vučić.
Entrambi i casi evidenziano come i social media possano servire come strumenti di mobilitazione e amplificazione, affrontando anche le difficoltà imposte da potenze economiche e influenze politiche. Mentre Lula ha affrontato le limitazioni imposte da Meta nella sua campagna promozionale, gli studenti serbi hanno dovuto affrontare attacchi informatici e tentativi di sabotaggio. Tuttavia, in entrambi i casi, la determinazione dei gruppi ha prevalso, portando a risultati elettorali storici.
Mentre la tecnologia e i social media continuano a plasmare le elezioni globali, gli sviluppi in Brasile e Serbia fungono da esempio di come la risposta alla corruzione e alla manipolazione possa manifestarsi in forme innovative e significative per la democrazia.
Che storia incredibile!!! In entrambi i casi, i social media hanno dimostrato di essere potenti armi contro i regimi. Qui da noi in Italia sembra che siamo sempre un passo indietro… che motivazione per i giovani! Speriamo che non ci fermiamo mai!