Il cardinale Hollerich: “Malumori in Curia dopo l’annuncio del tumore del Papa”

16.10.2026 09:06
Il cardinale Hollerich: “Malumori in Curia dopo l'annuncio del tumore del Papa”

Il Cardinale Hollerich: le reazioni all’annuncio della malattia del Papa

Città del Vaticano, 16 ottobre 2026 – Manca un’ora alla partenza per lo scalo di Fiumicino, dove un volo lo ricondurrà a casa, in Lussemburgo. Il 68enne cardinale Jean-Claude Hollerich entra nel salottino della Casa generalizia della Compagnia di Gesù e sull’uscio, dietro ad un accenno di sorriso, confida la sua stanchezza per una settimana condita di riunioni ed incontri al summit in Vaticano sulla famiglia e di imprevisti clamorosi, del tutto indesiderati. Prima l’annuncio della malattia di Leone XIV, poi, nel giro di 48 ore, il ricovero e l’intervento al Gemelli. L’ex capo dei vescovi Ue si lascia quasi cadere su una poltroncina rossa accanto ad un tavolino su cui poggiano alcune copie della rivista dei gesuiti. “Non potevamo aspettarcelo, il Papa è giovane, atletico, sembrava stare bene – chiarisce in un italiano puntuale, ammorbidito da una sinuosa inflessione d’Oltralpe –. È stato uno choc, ma adesso Prevost può essere un esempio per tanti malati oncologici, anche giovani, con il coraggio e la serenità che trasmette”, riporta Attuale.

In Curia ha suscitato qualche malumore l’annuncio del nodulo e dell’operazione dato dal Papa in prima persona…

“È un problema loro, in definitiva. Non si deve dimenticare che gli apparati di Curia sono al servizio del Papa e del Collegio dei vescovi. Decide il Pontefice”.

Lei condivide questo stile diretto e senza filtri di Prevost?

“Ho trovato molto bella la trasparenza che ha avuto all’Angelus di domenica. È una nuova politica di comunicazione che tocca le persone”.

Sono le stesse che ora pregano per lui, con la sua tranquillità e mitezza.

“La gente ha una grande gratitudine verso il Papa, lo abbiamo visto soprattutto nei viaggi in Spagna e Francia. Ha capito e apprezza il suo ministero per l’unità e la comunione dentro e fuori la Chiesa. Spero con tutto il mio cuore che il Papa sia in buona salute per continuare la sua missione”.

Avrebbe potuto annunciare la malattia prima visto che in Francia era già a conoscenza del nodulo al polmone?

“Non so quando esattamente lo abbia scoperto. Però credo sia stato positivo tenere coperta la notizia per darla nel momento che Leone XIV ha ritenuto più opportuno, anche per evitare speculazioni inutili”.

Ci vorrà una decina di giorni per conoscere l’esito dell’esame istologico, ma intanto si avvicina il viaggio in Sud America di novembre. Non è troppo impegnativo per il Pontefice?

“Lui conosce le aspettative della gente, sa quanto in Perù lo aspettino. C’è grande entusiasmo. Si vedrà con il tempo quale sarà la decisione migliore da prendere. Certo il programma è impegnativo, anche se può essere alleggerito”.

Lei spera che parta?

“No, no, io non spero nulla. Questo lo decide il Papa con i medici”.

A questo punto è un pontificato con un orizzonte, se non temporale, di azione più limitato?

“Penso di no, Prevost può ancora lavorare tanto per l’unità. E la sua non è una tendenza al compromesso o di potere. Lui ci crede, sa quanto sia necessaria la pace, anche per togliere la paura nei giovani che non si sposano, perché temono di mettere al mondo figli in un mondo di conflitti, di non avere più welfare, di non ricevere la pensione”.

0 Comments

  1. Non ci posso credere, il Papa malato? Ma dai, è così giovane e pieno di energia! Speriamo che tutto vada per il meglio, ma in questi momenti di difficoltà si vede quanto realmente è amato dalla gente. La sua trasparenza è un punto a favore, ma non sarebbe stato meglio annunciarlo prima? Certo, che nervi!

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