Il cardinale Zuppi: “Dobbiamo ascoltare i bambini uccisi in Medio Oriente e onorarne i nomi”

14.08.2025 08:15
Il cardinale Zuppi: “Dobbiamo ascoltare i bambini uccisi in Medio Oriente e onorarne i nomi”

Il Cardinale Matteo Zuppi e la Preghiera per i Bambini Strappati dalla Violenza

Roma, 14 agosto 2025 – Il Cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, si prepara a leggere pubblicamente i nomi di tutti i bambini che hanno perso la vita in Israele e a Gaza dal 7 ottobre 2023 fino ad oggi. , riporta Attuale.

“Sarà un momento dedicato esclusivamente alla preghiera. L’evento si svolgerà nel luogo della strage nazifascista di Monte Sole, un sito di profonda spiritualità, dove la Chiesa si riunisce sempre per pregare per tutti. Questo atto avverrà in un periodo drammatico per la Terra Santa e per Gaza. È essenziale fermarsi e indignarsi di fronte all’ingiustizia più terribile, quella che colpisce i bambini, iniziando da coloro che sono stati uccisi brutalmente il 7 ottobre nei kibbutz israeliani”.

Perché è importante dare nuovamente loro una voce?

“Questi nomi rappresentano vite spezzate e famiglie disperse a causa dell’orrore della guerra e della violenza. Non sono semplici statistiche, ma individui con storie, emozioni e volti. Sono parte di noi. Se impariamo a comprendere il dolore altrui e a considerarlo come qualcosa di vicino, non troveremo necessariamente una soluzione, ma ci renderemo conto dell’urgenza di cercarle”.

È vero che la sofferenza dei piccoli riesce a suscitare quell’empatia che sembra essere scomparsa nella nostra società opulenta?

“Sì, il loro dolore è condiviso da tutti come un’esperienza inaccettabile da cui partire. Siamo diventati gravemente insensibili alle guerre, che siano in Ucraina, Gaza, Sud Sudan o in qualsiasi altra parte del mondo, poiché ci limitiamo a proteggerci senza comprendere che la nostra salvezza è legata a quella degli altri”.

Ciò ci ricorda la parabola del Buon Samaritano…

“Il dolore può essere opprimente e paralizzante in assenza di qualcuno che possa prendersi cura di noi. Al contrario, qualcosa di bello può accadere quando ci si prende cura degli altri, offrendo aiuto e conforto. Il Buon Samaritano sa come risollevare e accompagnare le vittime, cura le loro ferite con empatia”.

Le vittime israeliane e palestinesi meritano la medesima dignità?

“Non esiste distinzione, ogni individuo ha un nome e una propria identità. È cruciale strappare queste persone dall’anonimato delle statistiche, per ricordarci delle tragedie causate dalla guerra. Tutti hanno pari dignità, ed è fondamentale che ci si rispetti reciprocamente”.

Come arcivescovo di Bologna, lei ha collaborato con il presidente della comunità ebraica locale per richiedere un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Non è un risultato semplice da ottenere…

“Io e Daniele De Paz siamo fermamente convinti che la religione non debba mai giustificare la violenza né alimentare conflitti. Chiediamo un totale cessate il fuoco, come passo fondamentale verso il disarmo e l’avvio di una soluzione politico-diplomatica. È essenziale fermare le operazioni militari a Gaza e gli attacchi missilistici verso Israele. Gli ostaggi devono essere liberati e i corpi restituiti. È urgente fornire cibo e cure a chi ne ha bisogno”.

Il Cardinale, molti appelli per la pace possono apparire inascoltati. Inoltre, domani ci sarà un incontro tra Vladimir Putin e Donald Trump in Alaska riguardo all’invasione ucraina. Cosa si aspetta da questo?

“La pace può essere raggiunta solo attraverso il dialogo. Questa è una strada complessa, ma è importante risolvere le cause e garantire il rispetto degli accordi. Mi auguro che questo incontro possa essere un primo passo utile per stabilire un cessate il fuoco che consenta di predisporre tutte le garanzie necessarie per una pace giusta e duratura, coinvolgendo naturalmente l’Ucraina”.

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