Il caso del maggiore Klinner: benefici negati a una vedova di un militare Usa
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
NEW YORK – Il maggiore John Alex Klinner, 33 anni, è deceduto il 12 marzo in un incidente aereo durante operazioni militari in Iraq. Era a bordo di un aereo-cisterna KC-135, e insieme a lui persero la vita tutti i sei militari a bordo. La vedova, Libby Klinner, ha lamentato che il Pentagono inizialmente le aveva negato alcuni benefici economici, affermando che formalmente “non siamo in guerra”, nonostante le operazioni in corso. La notizia ha suscitato un ampio dibattito pubblico, riporta Attuale.
La situazione è stata portata all’attenzione del vicepresidente JD Vance, che ha promesso di esaminare il caso dopo che il post della signora Klinner è diventato virale. Vance ha comunicato che l’Air Force avrebbe contattato la donna per risolvere la questione: “Vogliamo essere d’aiuto e assicurarci che riceva tutto quello che le spetta”, ha dichiarato.
Successivamente, l’Air Force ha riconosciuto che le informazioni inizialmente fornite erano errate. Hanno confermato che nella busta paga finale del maggiore Klinner erano già stati inclusi i benefici economici, tra cui la «combat/hazard pay» e agevolazioni fiscali. Durante lo stesso briefing, Vance ha informato che, a partire da metà aprile, la situazione in Iran non è più considerata una “guerra”, nonostante la continuazione degli attacchi e delle rappresaglie.
Questo conflitto è diventato impopolare tra gli americani e ci si avvicina alle elezioni di midterm. Il Pentagono ha recentemente istituito una nuova categoria per il conteggio delle vittime tra le operazioni statunitensi in Medio Oriente, segnalando che le vittime sono ora classificate come “Operazioni all’estero”. Questa nuova modifica non si applica al caso del maggiore Klinner, ma riflette un cambiamento significativo nella narrazione del conflitto attuale.