Il caso di Beatrice, morta a 2 anni: le sorelle ‘adultizzate’ raccontano l’orrore vissuto

02.06.2026 18:15
Il caso di Beatrice, morta a 2 anni: le sorelle 'adultizzate' raccontano l'orrore vissuto

Genova, 2 giugno 2026 – In seguito all’inchiesta che ha portato all’arresto di Emanuel Iannuzzi, 42 anni, e Emanuela Aiello, 44 anni, per maltrattamenti che hanno causato la morte della piccola Beatrice, 2 anni, emergono dettagli inquietanti riguardo alle due sorelline di 7 e 9 anni, lasciate in uno stato di sostanziale abbandono dalla madre, in particolare la maggiore, costretta a prendersi cura della piccola Bea, riporta Attuale.

Secondo i rapporti degli assistenti sociali, le due bambine erano state descritte come “bambine adultizzate”, in grado di prendersi cura di Beatrice, mantenere la casa pulita e andare a scuola con buoni risultati, nonostante la loro giovane età. La loro terribile realtà è emersa solo dopo essere state allontanate dall’ambiente famigliare, una casa dominata dalla paura e dalla violenza. La maggiore è stata punita severamente, venendo chiusa in una stanza per un’ora semplicemente per aver chiesto di uscire con la madre e Iannuzzi. La madre, accusata di lanciargli insulti e bestemmie quando richiedeva aiuto per Beatrice, nonché di percepire il dolore della figlia, resta sotto scrutinio da parte della magistratura con possibili accuse di abbandono di minori.

La madre isolava le sue figlie dal resto del mondo, portando alla morte di Beatrice. Nonostante i segni evidenti di malessere nella bambina, che si presentava con lividi e escoriazioni, non venne mai portata al pronto soccorso per timore che il nonno paterno potesse approfittare della situazione per chiedere l’affidamento delle bambine. Emanuela Aiello, ora in carcere insieme a Iannuzzi, non voleva che le figlie fossero affidate ad altri. L’avvocato Fabio Scaffidi Fonti, difensore di Maurizio Rao, padre delle bambine, sottolinea che la madre non permetteva contatti con la famiglia paterna e che l’ambiente in cui vivevano le bambine era insalubre e squallido.

L’ordinanza di custodia cautelare descrive l’orribile situazione delle bambine, in cui la madre utilizzava le figlie per le pulizie, le maltrattava e permetteva a Iannuzzi di abusare di loro. Le violenze quotidiane erano terribili, con la maggiore che veniva schiaffeggiata per piangere. Aiello ha sistematicamente negato a Beatrice le cure necessarie e ha tentato di celare la verità sulla sua morte.

Il cadavere di Beatrice affidato alla sorella di 9 anni

L’aspetto più agghiacciante è che la madre ha costretto le sue due figlie a mentire su Iannuzzi. Inoltre, ha messo tra le braccia della bambina di 9 anni il cadavere della sorellina durante il viaggio in auto, coperto da una coperta rossa. La sorella ha raccontato che la madre le ha detto di “tenere Bea che non la lego”, una crudeltà che ha profondamente traumatizzato le due ragazze superstiti. Queste ultime hanno ora espresso il desiderio di essere collocate in un ambiente protetto, segno del loro distacco da una vita di sofferenza.

Iannuzzi trasferito: era nello stesso carcere del padre delle bambine

Emanuela Aiello si trova attualmente in carcere a Torino e sarà ascoltata dal gip per la convalida dell’arresto. Emanuel Iannuzzi, nel frattempo, è stato trasferito dal carcere di Imperia a quello di Sanremo, dove non può rimanere a causa della presenza del padre, detentore di tritolo, e di Maurizio Rao. Ora, lui è in isolamento nel carcere di Genova Pontedecimo e dovrà anche lui comparire davanti al gip nel prossimo giorno.

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