Il 10 settembre 2025 circa venti droni russi hanno attraversato lo spazio aereo polacco durante un attacco combinato contro l’Ucraina. L’episodio ha spinto la NATO ad attivare l’articolo 4 del Trattato Nord Atlantico. Varsavia ha confermato l’incidente, precisando che la sua aviazione e le unità di difesa aerea hanno abbattuto alcuni velivoli senza pilota, per lo più ricognitivi. Secondo l’Alleanza, si tratta di una chiara violazione che richiede consultazioni urgenti tra gli Stati membri.
Reazione ufficiale di Mosca
Il Cremlino ha adottato una posizione ambigua. Il portavoce Dmitrij Peskov ha evitato di commentare direttamente l’episodio, sostenendo che la questione rientra nelle competenze del ministero della Difesa. Lo stesso dicastero ha dichiarato che un attacco contro il territorio polacco “non era previsto”, mostrandosi formalmente disponibile a consultazioni con Varsavia. Tale atteggiamento rispecchia la consueta tattica di Mosca: prendere le distanze dalle responsabilità, creando incertezza e cercando di abbassare la tensione, senza però risolvere la crisi. Come ha sottolineato RBC Ucraina, questa strategia rappresenta un elemento della linea russa di “escalation per la de-escalation”, un test per valutare la risposta occidentale.
Implicazioni per NATO e Stati Uniti
Il Cremlino considera gli Stati Uniti come principali decisori della politica dell’Alleanza e vede la Polonia strettamente dipendente da Washington. La scelta di non accompagnare l’aggressione con una forte campagna informativa appare come un segnale rivolto agli Stati Uniti: un invito a non sostenere azioni statutarie della NATO per evitare un’escalation. Tuttavia, un mancato sostegno americano agli alleati europei metterebbe in crisi la credibilità dell’Alleanza, frammenterebbe l’Europa e ridurrebbe l’influenza di Washington nel continente, obiettivo strategico perseguito dal Cremlino.
Risposta di Polonia e alleati
Varsavia ha reagito con fermezza, ribadendo che lo spazio aereo dell’Alleanza è protetto. L’Ucraina ha offerto il proprio sostegno per rafforzare le capacità di difesa aerea polacche, tenendo conto dell’esperienza maturata nella guerra in corso. L’episodio ha inoltre rilanciato il dibattito sulla necessità di sviluppare una difesa aerea europea integrata, capace di rispondere con maggiore efficacia a minacce provenienti dalla Russia e ad altri rischi di carattere ibrido.