Il «culto» di Xi invade Mosca: Putin sogna una nuova Yalta con Cina e Usa

22.07.2025 07:35
Il «culto» di Xi invade Mosca: Putin sogna una nuova Yalta con Cina e Usa

DAL NOSTRO INVIATO
MOSCA – «Alzando una vela di nuvole, spingiamoci nelle acque aperte». Ieri mattina, sui pannelli luminosi installati al termine del Komsomolsky Prospect, una delle principali arterie di Mosca, si è assistito a un momento di poesia. La frase in caratteri rossi si alternava a un omaggio al «sole primaverile cui si deve gratitudine per il calore ricevuto», un messaggio che contrasta con il lunedì più piovoso degli ultimi 146 anni, in cui una pioggia incessante ha reso difficile la vita ai pendolari che si recavano in città, riporta Attuale.

La crescente ammirazione per Xi Jinping, il presidente cinese cruciale per le sorti della Russia, è diventata evidente dopo la visita ufficiale dello scorso maggio. Frasi e citazioni del leader cinese sono ora visibili in tutta Mosca, sui grattacieli e sui cartelloni pubblicitari. Queste frasi, sebbene riprese da Xi, derivano dalla saggezza cinese, con richiami a poeti e filosofi come Confucio. Espressioni come «Recare utilità al popolo è base immancabile nel governo dello Stato» e «Il sommo ideale è l’edificazione della pace, veramente tutti lo condividono» evidenziano un pensiero profondo, a cui si aggiungono anche saggi suggerimenti pratici come: «La bontà di una zuppa risiede nella combinazione di sapori differenti».

L’intensificazione della venerazione verso Xi si riflette anche nella programmazione televisiva, con il programma “Le espressioni preferite di Xi Jinping” che ha raggiunto la terza stagione, prodotto dalla Compagnia televisiva di Stato. Questa attenzione reciproca tra i due Paesi è ulteriormente evidenziata dalle recenti dichiarazioni del leader cinese, che ha sottolineato il «destino comune» che condividono, sostenendo un allineamento strategico che resiste alle tensioni geopolitiche scatenate dalla guerra in Ucraina.

Il desiderio di Putin di stabilire un rapporto più amichevole con gli Usa è diventato un tema ricorrente negli ultimi tempi. Tuttavia, il successo di questo approccio è legato all’atteggiamento che Trump adotterà nei confronti della Russia, alleato chiave. Ciò si riflette anche nella scaletta delle conferenze stampa di Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, il quale ha minimizzato l’importanza del terzo ciclo di negoziati russo-ucraini, ufficialmente avviato ma privo di aspettative concrete, eccetto per un possibile scambio di prigionieri. «I due memorandum presentati da Mosca e Kiev sono molto distanti; rimane molto lavoro da svolgere», ha commentato Peskov.

Un potenziale incontro tra Trump e Putin potrebbe verificarsi a settembre durante le celebrazioni della fine della Seconda Guerra Mondiale a Pechino. «Se Trump parteciperà, non possiamo escludere un incontro tra i due», ha dichiarato Peskov, esprimendo un auspicio che potrebbe avere ripercussioni significative. I colloqui di pace, sebbene ipotetici, riprenderanno questa settimana in Turchia, ma la vera risoluzione del conflitto si deciderà a Pechino, in un contesto simile a una nuova Yalta con i tre leader coinvolti. L’editoriale di Ria Novosti, agenzia di stampa statale e voce del Cremlino, chiarisce che l’Ucraina potrebbe aspettarsi una «demolizione controllata», supervisione necessaria da parte di leader mondiali. Con l’imminente vertice in Cina, Trump si troverà di fronte a un bivio: attendere il crollo di Kiev e affrontare la critica globale o collaborare con i leader delle due superpotenze per assumere un ruolo di pacificatore.

Interagire con Putin e Xi Jinping rappresenta l’unico modo per Trump per essere all’altezza delle aspettative storiche. Occuparsi di alleanze minori o di leader europei di minor peso risulta essere una mera perdita di tempo.

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