Nuova norma per la gestione degli studenti stranieri nelle scuole italiane
Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha presentato ieri, in collegamento dal Consolato Generale d’Italia a New York, il nuovo decreto-legge volto a riformare la gestione degli studenti stranieri nelle classi italiane. Questo provvedimento urgente sarà discusso nel Consiglio dei ministri di oggi e entrerà in vigore immediatamente, già a partire da quest’anno scolastico per i nuovi arrivi, senza modificare le composizioni delle classi già esistenti, riporta Attuale.
Il fulcro del decreto è rappresentato da un limite vincolante del 30% per gli alunni che non possiedono un’adeguata conoscenza della lingua italiana. Valditara ha sottolineato che la misura non si basa su criteri di cittadinanza o origine etnica, bensì su capacità linguistiche. Gli studenti che hanno frequentato la scuola dell’infanzia o sufficienti anni in istituti italiani verranno esclusi dal conteggio. Anche i cittadini dell’Unione Europea privi di conoscenza dell’italiano saranno presi in considerazione: “Se un ragazzo polacco non conosce la lingua non si riesce a integrare. Il problema non è l’origine nazionale o razziale, ma la conoscenza dell’italiano come strumento primario di inclusione”, ha affermato Valditara, citando dati Invalsi sui divari di apprendimento.
Il progetto intende combattere la formazione delle cosiddette “classi ghetto” e prevenire fenomeni di “white flight”, con l’abbandono delle scuole ad alta concentrazione di alunni immigrati da parte delle famiglie italiane. A tal fine, gli Uffici scolastici territoriali coordineranno i dirigenti scolastici per garantire una distribuzione equilibrata degli studenti tra gli istituti vicini. Qualora non fosse fisicamente possibile, si attiveranno deroghe sostenute da un piano di potenziamento della lingua, con un finanziamento superiore a 14 milioni di euro. Sono previsti anche corsi d’italiano obbligatori per i genitori degli alunni con particolari difficoltà.
Nel pacchetto delle proposte sostenuto dalla Lega è presente anche il divieto di indossare burqa e niqab a scuola, considerato da Valditara come “una battaglia di civiltà contro l’isolamento della donna e il patriarcato”. È stato inoltre ricordato che l’obbligo scolastico resta vincolante per le famiglie. Tuttavia, la proposta ha suscitato accese polemiche politiche. Il vicepremier Matteo Salvini ha difeso con fermezza l’iniziativa, definendola necessaria per preservare i valori dell’ordinamento italiano. Al contrario, le forze oppositrici hanno criticato la linea del governo. Nicola Fratoianni (Avs) ha affermato: “Per il ministro Valditara l’opposizione sembra avere nostalgia dell’Alabama degli anni 50? Una buffonata. Non so come definire queste cose perché c’è un limite a tutto”. Anche la Flc-Cgil ha espresso le sue preoccupazioni, definendo l’iniziativa un “attacco alla Costituzione” e “propaganda sulla pelle dei bambini”.