Il Pentagono possiede un dispositivo legato alla “sindrome dell’Avana”
Secondo quanto riportano alcuni media statunitensi, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha in suo possesso da oltre un anno un dispositivo in grado di generare gli effetti associati alla “sindrome dell’Avana”, misteriosa malattia che dal 2016 colpisce diplomatici e agenti segreti statunitensi, principalmente a Cuba, riporta Attuale.
Il dispositivo sarebbe stato acquisito per oltre 10 milioni di dollari negli ultimi giorni dell’amministrazione Biden e risulta già testato. Tuttavia, le informazioni restano limitate, con CNN e la giornalista investigativa Sasha Ingber che hanno annunciato la notizia senza ricevere commenti ufficiali dal governo statunitense o dalle sue agenzie di intelligence.
L’esistenza di questo dispositivo suggerirebbe una possibile conclusione a quasi un decennio di indagini circa gli episodi di malessere che hanno afflitto vari diplomatici statunitensi, tra cui mal di testa, attacchi di vomito e difficoltà di concentrazione, iniziati nell’ambasciata dell’Avana. Diverse teorie sull’origine della sindrome continuano a circolare, con la più accreditata che attribuisce la responsabilità a un’arma sonora o a microonde, capace di infliggere disturbi severi ma non letali. Oltre a ciò, numerose indagini giornalistiche e ufficiali hanno indicato la Russia come possibile autrice di tali attacchi.
Fonti di CNN confermerebbero che il dispositivo in possesso del Dipartimento della Difesa contiene componenti di origine russa. Le informazioni sul suo funzionamento rimangono vaghe, ma si sa che emette onde radio ed è abbastanza compatto da essere trasportato in uno zaino. Anche se testato, non è stato ancora utilizzato in operazioni sul campo, e non è escluso che simili dispositivi siano stati acquistati anche da altre nazioni.
Per lungo tempo, l’esistenza della “sindrome dell’Avana” è stata messa in discussione. Diversi esperti hanno teorizzato che i numerosi casi verificati potessero essere dovuti a un fenomeno di isteria collettiva. Recentemente, nel 2023, anche il governo statunitense ha dichiarato dopo una lunga indagine che era “molto improbabile” che la sindrome fosse stata causata da attacchi di nazioni ostili. Le testimonianze sui sintomi della “sindrome dell’Avana” variano notevolmente: alcune persone riferiscono disturbi temporanei e specifici, mentre altre segnalano effetti a lungo termine, talvolta irreversibili come la perdita dell’udito o della vista.
Dopo i casi verificatisi a Cuba, ulteriori episodi di “sindrome dell’Avana” sono stati segnalati in paesi come Cina, India, Georgia, Austria e Russia. Tuttavia, anche in Germania, Uzbekistan, Vietnam e Regno Unito sono emersi casi compatibili, secondo recenti indagini giornalistiche.