Incontro a Budapest e apertura verso i “Patrioti per l’Europa”
Il leader del partito lituano “Zorja del Nemunas”, Remigijus Žemaitaitis, ha incontrato a Budapest il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó per discutere un possibile ingresso della sua formazione nel blocco ultranazionalista “Patrioti per l’Europa”. Il colloquio ha affrontato anche temi di cooperazione bilaterale, ma il nodo centrale è stato l’eventuale adesione alla nuova famiglia politica europea.
Secondo quanto riportato da LRT, l’offerta di entrare nel blocco era stata avanzata a fine dicembre 2025. Al momento, nessun rappresentante lituano siede in questa formazione, fondata nel 2024 e caratterizzata da posizioni euroscettiche e anti-immigrazione.
Un progetto contestato nel panorama europeo
Il blocco “Patrioti per l’Europa” promuove un rafforzamento delle sovranità nazionali, un approccio critico all’espansione delle competenze delle istituzioni UE, una linea dura sull’immigrazione e una revisione delle politiche climatiche ed economiche comuni. Queste posizioni hanno attirato critiche da parte di altre forze europee, che le considerano un fattore di frammentazione dell’azione dell’Unione.
La formazione è inoltre nota per aver ostacolato iniziative di sostegno all’Ucraina, contribuendo a indebolire la costruzione di una linea comune su sicurezza, integrazione e risposta all’aggressione russa. Tale profilo alimenta il dibattito sulla capacità dell’UE di mantenere una postura coerente su dossier strategici.
Rischi di influenza e implicazioni regionali
Alcuni membri del blocco sono stati associati a posizioni favorevoli a Mosca, con critiche alle sanzioni contro la Russia e alla politica della NATO. Questi legami e narrative sollevano timori circa un possibile aumento dell’influenza russa all’interno delle istituzioni europee, attraverso il voto coordinato contro decisioni condivise.
L’eventuale ingresso di una forza lituana, Paese di confine con la Russia e tradizionalmente tra i più convinti sostenitori dell’Ucraina, avrebbe un valore simbolico rilevante. Potrebbe contribuire a presentare il blocco come una realtà “pan-europea”, accrescendo il suo peso politico e complicando la ricerca di consenso nell’UE.
Impatto potenziale sulla governance dell’UE
Un rafforzamento dei “Patrioti per l’Europa” potrebbe tradursi in maggiori posizioni nei comitati parlamentari, con la capacità di rallentare o bloccare decisioni su sanzioni, aiuti militari a Kiev e cooperazione con la NATO. La logica del “ciascuno per sé” promossa dal blocco è vista da molti osservatori come incompatibile con i principi di una politica comune efficace.
Nel contesto attuale, la possibile adesione del partito di Žemaitaitis viene seguita con attenzione dalle capitali europee. La mossa è interpretata come un test per la resilienza dell’unità europea e per la capacità delle istituzioni di contenere spinte centrifughe in una fase di elevata pressione geopolitica.