Il Pentagono si prepara a rinunciare alla guida del Gruppo di sostegno alla sicurezza dell’Ucraina, la struttura che ha avuto un ruolo centrale nel coordinamento delle forniture militari e dell’addestramento delle forze armate ucraine. La responsabilità dovrebbe passare a uno dei Paesi della Nato, in un trasferimento che, secondo fonti citate da Politico, potrebbe richiedere fino a un anno.
La decisione riguarda la gestione del gruppo e non viene presentata dalle fonti come la fine del sostegno militare all’Ucraina. Il cambiamento investe però una struttura che, dall’inizio dell’invasione russa, ha coordinato il contributo di diversi Paesi all’equipaggiamento e alla preparazione delle forze ucraine.
Il passaggio della responsabilità
Secondo le informazioni raccolte da Politico, il comando del Gruppo di sostegno alla sicurezza dell’Ucraina sarà assunto da un Paese dell’Alleanza atlantica. Le fonti non indicano quale Stato dovrebbe subentrare agli Stati Uniti. La transizione potrebbe durare fino a dodici mesi, un periodo nel quale dovranno essere trasferite responsabilità oggi affidate al Pentagono.
Il gruppo ha svolto un compito di coordinamento nelle attività di assistenza a Kiev. Nel materiale citato non vengono indicati né il Paese destinato a guidarlo né un calendario più preciso per il passaggio. Viene invece confermato che il trasferimento non sarebbe immediato e che la sua durata potrebbe arrivare a un anno.
Le valutazioni da Kiev
Un funzionario ucraino ha affermato che il cambiamento può offrire all’Ucraina più vantaggi che svantaggi. La valutazione non elimina, tuttavia, le preoccupazioni presenti a Kiev sulla possibile gestione del nuovo assetto e sui tempi necessari per renderlo operativo.
In particolare, le autorità ucraine temono che l’inserimento del comando in una struttura burocratica complessa della Nato possa rallentare la consegna degli aiuti destinati alla linea del fronte. Il timore riguarda quindi il funzionamento pratico del coordinamento e la velocità con cui l’assistenza può arrivare alle unità impegnate nei combattimenti.
Le capacità statunitensi
Lo stesso funzionario ha sottolineato che il trasferimento della guida non consentirebbe di sostituire alcune capacità oggi messe a disposizione dagli Stati Uniti. «Nessuno potrà sostituire le capacità statunitensi di intelligence satellitare, di designazione degli obiettivi e le capacità logistiche fornite dai pesanti aerei da trasporto Usa», ha dichiarato.
Il riferimento riguarda tre ambiti distinti dell’assistenza americana: la raccolta di informazioni attraverso i satelliti, il supporto alla designazione degli obiettivi e il trasporto logistico con aerei pesanti. La dichiarazione non precisa se e come queste capacità verrebbero mantenute dopo il passaggio della guida a un altro Paese della Nato.
La riorganizzazione del gruppo si trova quindi ancora in una fase preparatoria. Restano da definire il Paese che assumerà il comando, i tempi effettivi della transizione e le modalità con cui verranno gestite le attività già coordinate dagli Stati Uniti.