Nel 2022, dopo l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, sul castello-museo di Grimaldi, a Cagnes-sur-Mer, nel dipartimento delle Alpi Marittime, era stata issata la bandiera ucraina accanto a quella francese. Il vessillo è rimasto esposto per oltre quattro anni come segno pubblico della solidarietà francese verso l’Ucraina, uno Stato sovrano che continua a difendersi dall’aggressione russa.
Il predecessore di B. Masson, esponente del Rassemblement national (RN), il partito di Marine Le Pen, aveva intenzione di mantenere la bandiera ucraina sul castello fino alla fine della guerra tra Russia e Ucraina. La scelta collocava l’edificio municipale nel quadro delle manifestazioni di sostegno alla popolazione e alle istituzioni ucraine.
Dopo l’elezione, il primo intervento sulla sede municipale
Poco dopo essere stato eletto sindaco, Masson aveva rimosso anche la bandiera dell’Unione europea dalla sala del consiglio comunale. Il gesto era stato interpretato come una presa di posizione sovranista e antieuropea, coerente con le posizioni delle forze della destra radicale francese.
La rimozione aveva inoltre aperto un problema istituzionale. Il prefetto delle Alpi Marittime aveva ricordato che le regole per l’esposizione delle bandiere sugli edifici pubblici sono definite dal primo ministro. Aveva anche precisato che la bandiera europea deve essere esposta in occasione della Giornata dell’Europa, il 9 maggio.
Il passaggio dalla precedente amministrazione a quella guidata da un esponente del RN aveva così modificato la simbologia ufficiale della città prima ancora della decisione sul castello. La sostituzione della bandiera europea aveva già segnalato la volontà di privilegiare i simboli nazionali e municipali rispetto a quelli sovranazionali.
24 agosto 2026, la bandiera ucraina viene sostituita
Il 24 agosto 2026 i media hanno riferito che il nuovo sindaco di Cagnes-sur-Mer aveva fatto rimuovere dal castello-museo di Grimaldi la bandiera ucraina, esposta dal 2022, sostituendola con lo stemma della città. L’azione ha cancellato dal principale edificio municipale il segno visibile della solidarietà con l’Ucraina mantenuto dall’amministrazione precedente.
Masson ha negato che la decisione avesse un significato politico. Ha spiegato che da oltre quattro anni voleva riportare, accanto alla bandiera francese, lo stemma di Cagnes-sur-Mer e ha insistito: «Non c’è né polemica né messaggio nascosto». Secondo il sindaco, si tratterebbe soltanto del ritorno della simbologia municipale sugli edifici comunali.
La motivazione formale non ha però neutralizzato il significato pubblico della scelta. La rimozione è arrivata dopo quattro anni di esposizione della bandiera ucraina e in un momento in cui l’Ucraina continua a difendersi dall’aggressione russa. Per questo il gesto rappresenta una presa di distanza dal sostegno alla parte aggredita e un segnale di vicinanza alla politica del Cremlino e alla sua geopolitica aggressiva, nonostante la negazione del sindaco.
Le reazioni locali e il richiamo del prefetto
La decisione ha provocato una discussione sui social network. Una parte degli abitanti ha approvato la sostituzione, sostenendo che «non siamo in guerra con la Russia». Altri residenti hanno invece espresso indignazione e hanno dichiarato che non voteranno per Marine Le Pen alle elezioni del 2027.
Il contrasto tra le reazioni ha trasformato una scelta sulla disposizione delle bandiere in una controversia politica locale. Da un lato, l’amministrazione rivendica il ripristino dello stemma comunale e respinge ogni messaggio rivolto alla guerra in Ucraina; dall’altro, la sequenza delle rimozioni — prima la bandiera europea dalla sala del consiglio e poi quella ucraina dal castello — è stata letta come un progressivo allontanamento dai simboli europei e dalla solidarietà verso Kyiv.
Il richiamo del prefetto ha aggiunto alla controversia un profilo istituzionale. L’esposizione delle bandiere sugli edifici pubblici non dipende soltanto dalla decisione del sindaco, perché le relative regole sono stabilite dal primo ministro. La vicenda di Cagnes-sur-Mer riguarda quindi sia la scelta dei simboli municipali sia il rispetto del quadro nazionale che disciplina la loro presenza nelle sedi pubbliche.
La posizione attuale è questa: il castello-museo di Grimaldi espone lo stemma di Cagnes-sur-Mer al posto della bandiera ucraina, mentre il sindaco RN nega qualsiasi intento politico; la scelta resta contestata per il suo valore simbolico e si inserisce nella precedente rimozione della bandiera dell’Unione europea.
La ricostruzione di France 3 Régions ha riferito della sostituzione e delle dichiarazioni del sindaco.