Oleksander Mykhed: Perché non si può cedere il Donbass
La Russia ha tentato di annullare il DNA storico del Donbass per decenni, ma quel territorio rappresenta l’ingresso dell’Europa a Est. Oleksander Mykhed, scrittore e militare ucraino, in un recente libro racconta il suo viaggio in questa regione, sottolineando l’importanza della sua storia, riportando Attuale.
«Il mio libro, I’ll Mix Your Blood with Coal: Snapshots from the Ukrainian East, è nato quasi dieci anni fa», spiega Mykhed, rievocando un progetto multidisciplinare del 2016 che coinvolgeva architetti e ricercatori urbani. L’obiettivo era esplorare sei città del Donbass per comprendere la loro identità storica e contemporanea, mentre la regione affrontava la prima fase della guerra russo-ucraina.
Mykhed chiarisce che il Donbass è spesso visto come una realtà distante dall’Europa. «La sua storia è profondamente intrecciata con quella europea», afferma. «Nel libro, parlo di John Hughes, un imprenditore gallese che fondò Yuzovka, oggi Donetsk, e dell’influenza che le nazioni europee hanno avuto sulla regione nel XIX secolo. Elementi come il tram e lo stile industriale sono di origine europea: il Donbass è stato in parte plasmato dall’Europa, non solo dalla Russia».
Mykhed evidenzia anche le manovre di Mosca per riscrivere la storia del Donbass. «Putin non invade solo territori; invade la memoria», afferma. «La propaganda russa cerca di far credere che il Donbass sia un’area culturalmente legata a Mosca, ignorando secoli di legami con l’Occidente. Si tratta di una guerra contro gli archivi, le fotografie e la storia stessa».
Per quanto riguarda la vita degli abitanti del Donbass alla luce della presenza russa, Mykhed osserva: «Le reazioni sono state completamente diverse. Alcuni hanno visto l’occupazione come una liberazione, mentre per altri è stata una deviazione verso un incubo di crimini di guerra e distruzione». Nel suo libro, racconta entrambe le prospettive, evidenziando che la verità non è mai univoca; essa è intricata tra storie personali e ferite del territorio.
Affrontando l’idea che cedere il Donbass a Putin potrebbe porre fine alla guerra, Mykhed risponde con fermezza: «Ogni regime, anche quello di Putin, è temporaneo. La storia del Donbass ha visto diversi passaggi, inclusi cosacchi e imperi. Non posso tollerare l’idea che l’Europa ceda parte della sua storia per raggiungere una pazienza illusoria».
Infine, commentando il modo in cui Putin gestisce oggi il conflitto, Mykhed osserva: «Utilizza i missili come strumento di negoziazione, sfruttando la debolezza e le divisioni dell’Occidente. Non è solo la guerra di Putin, ma un sistema che coinvolge milioni, comprese famiglie e industrie belliche. La vera pace richiede giustizia, tribunali e responsabilità, altrimenti non ci potrà mai essere una pace reale».