Il fondo di Trump per i “perseguitati da Biden” sospeso dopo le critiche interne al partito

03.06.2026 09:45
Il fondo di Trump per i “perseguitati da Biden” sospeso dopo le critiche interne al partito

Ritirato il fondo di risarcimento voluto da Trump per perseguitati politici

Martedì, il procuratore generale degli Stati Uniti, Todd Blanche, ha annunciato il ritiro del progetto di creare un fondo di circa 1,8 miliardi di dollari per risarcire le persone che sostenevano di essere state perseguitate ingiustamente dalla precedente amministrazione di Joe Biden. Questo fondo, annunciato due settimane fa, era stato interpretato come un tentativo di dirottare i fondi pubblici verso alleati di Trump, inclusi coloro che avevano partecipato all’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021, suscitando numerose proteste e critiche, anche all’interno del partito Repubblicano, riporta Attuale.

La decisione di annullare il fondo segue un’ordinanza di un giudice della Virginia che ne aveva temporaneamente sospeso l’attivazione e mira a prevenire un ulteriore dibattito al Congresso. Alcuni membri del Congresso del Partito Repubblicano avevano dichiarato che, senza significative riforme o l’annullamento del fondo, non avrebbero approvato leggi relative alle politiche di controllo dell’immigrazione, anch’esse sollecitate da Trump.

All’interno del Partito Repubblicano, tra i sostenitori di Trump, si era diffusa la paura che il fondo potesse acquistare rilevanza politica in vista delle elezioni di metà mandato di novembre, ritenendolo anche una questione eticamente complessa. Durante una riunione di Blanche con i senatori, le discussioni si erano fatte accese.

Mitch McConnell, senatore Repubblicano del Kentucky, ha definito il progetto “assolutamente stupido e moralmente sbagliato”, commentando: “Il massimo responsabile delle forze dell’ordine del paese sta chiedendo dei fondi neri per pagare chi aggredisce i poliziotti?”. McConnell è uno dei senatori più critici nei confronti di Trump e non si ricandiderà alle prossime elezioni di novembre.

Il fondo era designato dall’amministrazione come “anti-strumentalizzazione” e sarebbe stato gestito da una commissione di cinque membri, la cui nomina sarebbe stata soggetta al licenziamento da parte di Trump. Le richieste di risarcimento avrebbero dovuto essere presentate entro il 15 dicembre 2028, un mese prima della fine del secondo mandato di Trump.

Questa iniziativa era parte di un accordo raggiunto da Trump per ritirare una causa contro l’Internal Revenue Service, nella quale chiedeva 10 miliardi di dollari per la presunta divulgazione illecita delle sue informazioni fiscali. L’accordo includeva anche la sospensione di indagini fiscali su Trump, la sua famiglia e le sue aziende da parte dell’IRS, che sta attualmente indagando su presunti illeciti con una possibile sanzione di 100 milioni di dollari, che non potrà più perseguitare a seguito della dismissione del fondo.

Blanche, avvocato personale di Trump e procuratore generale dallo scorso aprile, ha sostituito Pam Bondi e i Democratici lo accusano di agire al servizio degli interessi personali di Trump, a discapito dell’indipendenza del dipartimento della Giustizia.

Il Partito Democratico ha anche in programma di proporre emendamenti a una legge di 70 miliardi di dollari in discussione, miranti a ridurre ulteriormente il potere del fondo e la cui approvazione potrebbe coinvolgere alcuni deputati e senatori Repubblicani. Per evitare una tale eventualità, l’amministrazione Trump ha deciso di abbandonare il progetto del fondo.

Nonostante Trump mantenga una forte influenza sul partito, le maggioranze risicate al Congresso potrebbero essere messe alla prova da diversi membri del Congresso non ricandidati o sconfitti alle primarie da avversari interni più radicali. Questi membri potrebbero approfittare dei mesi a venire per esprimere chiaramente le loro posizioni o contrapporsi apertamente alle politiche di Trump, senza il timore di ripercussioni elettorali.

0 Comments

  1. Ma dai, ma che storia incredibbile! Sospendere un fondo simile è un colpo di scena notevole. È come se Trump volesse comprare il consenso degli insoddisfatti, ma adesso che non si fa più, chi lo sa come reagiranno i suoi sostenitori… La politica americana è una giungla, per non dire altro!

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