Le Conseguenze delle Sanzioni Statunitensi su Alexandre de Moraes
Il giudice della Corte Suprema del Brasile, Alexandre de Moraes, è considerato da molti come la figura più potente dopo il presidente Luiz Inácio Lula da Silva. La sua influenza su numerosi casi di grande importanza lo ha posizionato come avversario dell’amministrazione statunitense di Donald Trump, che questa settimana lo ha colpito con sanzioni, generalmente riservate a dittatori, oligarchi e criminali internazionali. Il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha affermato che «De Moraes è responsabile di una campagna oppressiva di censura, detenzioni arbitrarie che violano i diritti umani e indagini politicizzate», riporta Attuale.
Oltre alle sanzioni dirette contro de Moraes, gli Stati Uniti hanno implementato dazi del 50% sulle importazioni di molti beni brasiliani per costringere il paese a fermare il processo legale contro l’ex presidente di destra Jair Bolsonaro, definito da Trump come una «caccia alle streghe».
Secondo la narrazione del governo Trump, de Moraes starebbe perseguendo ingiustamente Bolsonaro, un alleato politicamente stretto accusato, tra l’altro, di aver orchestrato un colpo di stato nel 2022. I sostenitori di de Moraes, tuttavia, lo vedono come un giudice-attivista che difende la democrazia brasiliana dalle intrusioni dell’estrema destra e delle grandi multinazionali tecnologiche.
Recentemente, il giudice ha preso parte a un caso collegato all’Italia; infatti, ha ordinato l’arresto della deputata italo-brasiliana Carla Zambelli, appartenente al partito di Bolsonaro. Questa è stata condannata dalla Corte Suprema brasiliana a dieci anni di reclusione per aver violato il sistema del Consiglio Nazionale della Giustizia (CNJ). Secondo le accuse, Zambelli avrebbe inserito documenti falsi per screditare i giudici che indagavano su Bolsonaro, inclusi de Moraes. Zambelli è fuggita in Italia per evitare la condanna ed è stata arrestata a Roma a fine luglio; le autorità italiane stanno ora valutando la richiesta di estradizione.
Alexandre de Moraes, che ha 56 anni, ha lavorato come capo della polizia di San Paolo prima della sua nomina alla Corte Suprema. Durante la sua carriera, è stato criticato per metodi brutali, compresa la gestione delle manifestazioni, che spesso culminavano in violenza, specialmente contro i gruppi di sinistra.
Nel 2016, durante un’inchiesta giudiziaria che non coinvolgeva de Moraes, l’allora presidente progressista Dilma Rousseff si è dimessa. Il suo successore, Michel Temer, conservatore, ha chiesto aiuto a de Moraes per affrontare un caso di ricatto legato al suo smartphone, il che ha portato a una rapida indagine e all’arresto del colpevole. Questo portò de Moraes a essere nominato ministro della Giustizia.
Da ministro, ha continuato ad applicare politiche severe, divenendo noto per la sua campagna contro il traffico di marijuana. Poco dopo, quando si è aperta una posizione nella Corte Suprema, è stato nominato giudice.
La Corte Suprema brasiliana detiene un potere notevole, superiore a quella statunitense o italiana. I suoi membri hanno la facoltà di aprire inchieste, arrestare sospettati e adottare decisioni singolarmente. De Moraes ha frequentemente esercitato questo potere.
Recentemente, è diventato una figura controversa e nota soprattutto a causa di indagini importanti. Una di queste, avviata nel 2019, ha come oggetto la diffusione di informazioni false, innescata dalle elezioni presidenziali di Bolsonaro. Questo caso è rapidamente diventato una grande controversia legale che ha coinvolto centinaia di situazioni di disinformazione.
Le indagini si sono ampliate quando è emerso che il comitato elettorale di Bolsonaro aveva creato un gruppo finalizzato alla diffusione di meccanismi di disinformazione online. De Moraes ha aperto inchieste contro il presidente e i suoi collaboratori, bloccando temporaneamente diversi servizi di messaggistica e social media accusati di essere veicoli di odio e fake news.
L’indagine sulle fake news, piuttosto complessa, è giustificata in parte dalla Costituzione brasiliana, che condanna severamente i crimini di odio, inclusa la diffusione di informazioni false riguardo al funzionamento del sistema elettorale e la diffamazione di avversari politici. Tuttavia, molti critici accusano de Moraes di oltrepassare i limiti del suo potere.
Un altro motivo di attrito tra de Moraes e l’amministrazione Trump è stata l’indagine riguardante un tentato colpo di stato orchestrato da Bolsonaro e i suoi alleati. Stando alle accuse, avrebbero pianificato lo stato d’emergenza in Brasile e l’eliminazione dei principali oppositori, inclusi Lula e lo stesso de Moraes. Questo piano fallì a causa dell’assenza di sostegno da parte dei leader militari.
Il caso di tentato colpo di stato è già in corso, e i venti accusati affrontano pene che vanno dai 12 ai 28 anni di carcere. Bolsonaro ha sempre proclamato la sua innocenza. Recentemente, un’ordinanza firmata da de Moraes ha imposto a Bolsonaro di indossare un braccialetto elettronico.
L’amministrazione statunitense ha mostrato particolare interesse nelle questioni legali relative a Bolsonaro, dato i legami sempre più stretti tra le due famiglie, Bolsonaro e Trump. Dopo la presidenza, Bolsonaro ha vissuto tre mesi in Florida, avendo incontrato più volte Trump, mentre suo figlio Eduardo ha trascorso molto tempo a sostenere la causa paterna.
Le pressioni da parte dell’amministrazione Trump hanno avuto un certo riscontro, con Trump che più volte ha chiesto al governo brasiliano di ritirare le accuse. Tuttavia, il governo di Lula continua a ribadire il proprio impegno a rispettare l’indipendenza del potere giudiziario.