Roma, 7 febbraio 2026 – Giorgia Meloni ha inviato un messaggio chiaro sulla sicurezza presentandosi alla stazione di Rogoredo a Milano per incontrare i carabinieri e i militari attivi sul campo, evidenziando l’importanza della presenza istituzionale in luoghi simbolo come questo, teatro dell’omicidio di Abderrahim Mansouri, un 28enne con precedenti penali, per mano di un poliziotto, riporta Attuale.
Durante la visita, la premier ha dichiarato: “Sono qui per ringraziare chi è sul campo”. Inoltre, ha annunciato che, grazie all’operazione Strade Sicure, arriveranno nuovi carabinieri a Rogoredo. Con un nuovo decreto, il governo prevede di accelerare l’assunzione di migliaia di agenti, mentre il ministro Crosetto è al lavoro per schierare 12.000 carabinieri ausiliari. Questo progetto mira a ripristinare una figura scomparsa nel 2005, sostituendo gradualmente i 6.800 militari attualmente impegnati nell’operazione.
La premier ha concluso affermando: “Non ci arrendiamo!”. Nel contesto della discussione sulla sicurezza, il governo si appresta a varare un disegno di legge sull’immigrazione e la protezione internazionale, previsto per la prossima settimana. Il provvedimento, frutto di una composizione politica delicata, prevede misure come l’espulsione di “persone pericolose” senza possibilità di appello, un aspetto che sta suscitando interrogativi tra le varie istituzioni.
Il Presidente della Repubblica, all’indirizzo del governo, ha ribadito la necessità di chiarire la definizione di “pericolo” e il diritto di ricorso. In un momento di tensione politica, il governo di Meloni cerca di affrontare la questione della sicurezza mentre affronta critiche da parte dell’opposizione, che accusa l’esecutivo di adottare misure eccessivamente repressive.
Il pacchetto di norme sulla sicurezza, approvato giovedì, ha ricevuto un sostegno significativo all’interno della maggioranza, ma ha sollevato dubbi e perplessità presso le forze di opposizione. Elly Schlein, leader del PD, ha dichiarato: “Ci opporremo fermamente a qualunque tentativo di stretta repressiva”. Anche Giuseppe Conte, capo dei 5 Stelle, ha sottolineato le preoccupazioni relative alla libertà di dissenso.
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha giustificato l’accelerazione del pacchetto di norme in risposta agli eventi violenti di Torino, affermando che si è trattato di misure necessarie. Tuttavia, le divisioni politiche rimangono evidenti, con il presidente del PD, Stefano Bonaccini, che riconosce le mancanze della destra sulla sicurezza ma ammette anche che il loro partito non ha avuto la necessaria audacia.
Il dibattito è intenso e segna un punto cruciale per l’amministrazione Meloni, che deve trovare un equilibrio tra le misure di sicurezza e i diritti civili, mentre il paese si prepara a manifestazioni politiche sempre più accese in vista della ratifica delle nuove normative.