Il governo Meloni ha annunciato 6.772 rimpatri nel 2025, un totale che include 675 rientri volontari assistiti, ma la cifra effettiva di espulsioni scende a 6.097, riporta Attuale.
Come cambiano i rimpatri
Rispetto al 2024, si registra un incremento contenuto di poco più di 600 persone, circa il 12% in più rispetto all’anno precedente. Questi numeri rappresentano appena l’1% delle persone sbarcate nel corso dell’anno e sono insufficienti per raggiungere i risultati degli anni precedenti la pandemia. Nel periodo 2015-2019, i rimpatri, esclusi i volontari assistiti, erano costantemente superiori: nel 2015 superarono quota 7.200, nel 2019 erano oltre 7.000; persino l’anno con i dati più bassi di quel quinquennio, il 2016, si colloca sopra i livelli attuali.
I numeri dei rimpatri volontari assistiti
Per quanto riguarda i rimpatri volontari assistiti, la situazione è simile: nel 2017 furono 869, nel 2018 1.185. Sebbene ci sia stato un aumento rispetto al 2022, anno di insediamento di Giorgia Meloni, i numeri rimangono inferiori rispetto a quelli pre-Covid.
Il nodo dei Paesi d’origine
Un tema ricorrente nel dibattito politico riguarda le presunte responsabilità della magistratura, accusata di ostacolare le espulsioni. Tuttavia, il problema principale è la collaborazione insufficiente o assente dei Paesi d’origine, che complica l’esecuzione dei rimpatri: da centri di permanenza per i rimpatri (Cpr), meno della metà delle persone trattenute viene effettivamente rimpatriata. Inoltre, ci sono stime di circa 400 mila persone irregolari in Italia, il che significa che ai tassi attuali ci vorrebbero circa sessant’anni per rimpatriarli tutti.
Il caso dell’immigrato ghanese rimandato in Africa. Il giudice: «Può tornare»
Tra i migranti rimpatriati dal governo Meloni, uno spicca per la sua storia. Un cittadino ghanese, nel 2024, ha visto negato il permesso di soggiorno per protezione speciale, nonostante prove documentali del suo percorso d’integrazione, residenza stabile e un contratto di lavoro. Dopo aver ricevuto un decreto di espulsione, l’individuo ha presentato ricorso e il giudice ha fissato una nuova udienza a fine 2025, sospendendo il suo ritorno in Ghana. Tuttavia, l’uomo era già stato rimpatriato. Recentemente, il tribunale ha riconosciuto il suo diritto alla protezione speciale, permettendo così il suo rientro in Italia e la possibilità di chiedere un risarcimento per danni al ministero dell’Interno.
Foto copertina: EPA/Malton Dibra | L’arrivo di un gruppo di immigrati a Shengjin, in Albania, 16 ottobre 2024
Ma che situazione assurda! 6.097 espulsioni? E per di più, solo l’1% delle persone sbarcate… Sembra che il governo non sappia come affrontare il problema. E quel ghanese rimpatriato che doveva tornare? La giustizia non dovrebbe proteggere chi si integra, invece di rimandarlo a casa? Mah… questa è Italia!