Roma, 21 settembre 2026 – Il Consiglio dei ministri è atteso per giovedì alle 16.30 per discutere un nuovo provvedimento sulla scuola che prevede l’adozione di un tetto massimo del 30% riguardo gli alunni privi di cittadinanza italiana in ogni classe e il divieto di indossare hijab o niqab. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara sembra orientato verso un decreto per rendere queste norme obbligatorie. Resta da chiarire la definizione precisa del target di questa misura: se limitata agli studenti non cittadini o estesa a chi ha difficoltà nell’esprimersi in italiano, riporta Attuale.
Poco più di 1 studente su 10 è straniero
Attualmente, il numero di studenti senza cittadinanza nel sistema scolastico italiano si aggira intorno alle 930 mila unità, corrispondenti all’11,6% degli iscritti. La maggior parte di questi alunni è nativa italiana, soprattutto tra i più piccoli.
In base al rapporto Ismu del 2025, nell’anno scolastico 2023/2024, il 36,4% degli iscritti con cittadinanza non italiana ha frequentato la scuola primaria, il 25% la scuola secondaria di secondo grado, il 21,5% la secondaria di primo grado e il 17,1% la scuola dell’infanzia.
Mille classi su 300mila con +20% di stranieri
Esistono circa 1.000 classi in Italia che presentano una concentrazione di studenti stranieri non parlanti italiano superiore al 20%. Questo rappresenta lo 0,33% del totale delle classi, principalmente a livello primario. “Negli ultimi due anni sono stati formati circa 1.000 docenti in Italia per l’insegnamento dell’‘Italiano lingua 2’”, ha spiegato Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi di Roma. Le classi con un certo numero di studenti non parlanti italiano dovranno seguire corsi specifici.
Quanti col velo o col burqa?
È difficile determinare con precisione il numero di studentesse che portano burqa o hijab a scuola. È indispensabile distinguere tra i due: il burqa copre l’intero corpo della donna, mentre l’hijab copre solo collo e capelli. Secondo le stime di Tecnica della scuola, meno dell’1% delle donne musulmane indossa il burqa, traducendosi in circa 500-600 studentesse nel sistema scolastico italiano, una ogni 660 classi. “Non mi è mai capitato di vedere burqa a scuola”, ha confermato Rusconi.
La disparità territoriale e i limiti di applicabilità
La questione del tetto agli studenti stranieri non è nuova: nel 2010 Maria Stella Gelmini firmò una circolare che stabiliva la soglia del 30%, ma mai pienamente attuata. Le disparità territoriali sono significative, poiché la maggior parte degli alunni senza cittadinanza si concentra al Nord, in particolare in Lombardia. Nelle grandi città è comune trovare classi con una predominanza di alunni di origine migratoria. Preoccupano le implicazioni di tali limiti, che potrebbero causare dinamiche di ‘deportazione’ o una maggiore ‘ghettizzazione’, aggravando la situazione di famiglie vulnerabili e potenzialmente aumentando il tasso di abbandono scolastico.