Il governo ungherese pubblica documenti riservati per aumentare la trasparenza e prevenire abusi di potere

06.11.2026 11:25
Il governo ungherese pubblica documenti riservati per aumentare la trasparenza e prevenire abusi di potere

Il governo ungherese pubblica documenti riservati su collaboratori del regime comunista e degli affari di Orbán

Il governo del primo ministro ungherese Péter Magyar ha reso pubblici documenti riservati, tra cui accordi economici dei governi precedenti e liste di collaboratori del regime comunista, un’iniziativa che segna uno dei cambiamenti più significativi dall’insediamento di Magyar. Questo passo mira a migliorare la trasparenza e a prevenire abusi di potere, riporta Attuale.

Tra i documenti rilasciati ci sono accordi economici realizzati dal precedente governo di Viktor Orbán, che ha governato in modo illiberale dal 2010 fino allo scorso maggio. Secondo l’attuale governo, questi accordi favorivano amici e alleati di Orbán piuttosto che il bene pubblico. Parallelamente, l’apertura degli archivi sul regime comunista che ha dominato fino al 1989 espone la rete di collaboratori utilizzata per controllare e reprimere la popolazione.

Il sito “Nyitott Akták” (“archivi aperti”), lanciato mercoledì, permette agli ungheresi di accedere alle schede di circa 150.000 persone ritenute reclutate dai servizi segreti durante i quarant’anni di regime comunista. Solo un terzo di queste hanno documentazione accessibile, e tra loro circa il 10% sono ancora in vita. L’iniziativa ha ricevuto ampio supporto pubblico, con due terzi degli ungheresi che appoggiano la pubblicazione degli archivi, anche se gli storici avvertono che le informazioni devono essere interpretate con cautela.

La pubblicazione non implica automaticamente una collaborazione attiva con i servizi: molte persone erano costrette o ricattate. Lo storico László Eörsi ha sottolineato che esistono numerosi casi di individui reclutati che non hanno mai collaborato, ma che hanno rischiato molto per opporsi al regime.

Il governo di Magyar sta anche esaminando le decisioni riservate adottate durante il mandato di Orbán, spesso associate a pratiche poco trasparenti nella gestione degli appalti pubblici. Si stima che imprenditori vicini all’ex primo ministro abbiano guadagnato circa 28 miliardi di euro attraverso pratiche irregolari dal 2010 al 2026. Il vice primo ministro Bálint Ruff, noto critico di Orbán, ha dichiarato che gran parte delle decisioni riservate non riguardava la sicurezza nazionale, ma piuttosto il favoritismo verso certe aziende.

Negli ultimi mesi, il governo ha messo in luce casi di corruzione all’interno dell’amministrazione, portando all’arresto di ex ministri e figure di spicco per abuso d’ufficio. Fidesz e Orbán hanno denunciato queste azioni come persecuzione politica.

– Leggi anche: Un po’ alla volta, Péter Magyar

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