Il Messico rifiuta l’intervento dell’esercito americano contro i narcos

10.08.2025 00:25
Il Messico rifiuta l'intervento dell'esercito americano contro i narcos

Claudia Sheinbaum respinge l’agenzia militare statunitense contro i cartelli in Messico

Venerdì, la presidente messicana Claudia Sheinbaum ha categoricamente respinto l’idea di un possibile intervento delle forze armate americane nel suo paese per combattere i cartelli della droga. Questa affermazione è stata una risposta a un presunto piano proposto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, riporta Attuale.

Come descritto dal New York Times, l’amministrazione Trump avrebbe inviato una direttiva al Pentagono per approvare operazioni militari contro alcuni gruppi narcotrafficanti in America Latina, previsto sia via mare che con interventi sul territorio. In merito a questo, Sheinbaum ha dichiarato: «Gli Stati Uniti non verranno in Messico con l’esercito. Cooperiamo, collaboriamo, ma non ci sarà un’invasione. Questo è escluso, assolutamente escluso».

La storia degli interventi militari statunitensi in America Latina per affrontare il narcotraffico è ben documentata, in quanto i cartelli sono notoriamente ben armati e organizzati. Trump ha enfatizzato la lotta contro il traffico di droga proveniente dall’America Latina nel corso della sua campagna elettorale e durante il suo mandato, rendendo questo aspetto una priorità. Secondo quanto riferito, il piano attuale potrebbe essere una delle iniziative più aggressive mai contemplate dalla sua amministrazione.

Dettagli sull’operazione rimangono scarsi. Il New York Times ha contattato fonti anonime che indicano che il ministero della Difesa statunitense starebbe valutando le modalità per colpire i cartelli della droga all’estero.

Le azioni militari mirerebbero a specifici cartelli considerati organizzazioni terroristiche dagli Stati Uniti, tra cui il Tren de Aragua e il Cartel de los Soles dal Venezuela, oltre alla salvadoregna Mara Salvatrucha, nota come MS-13.

All’inizio del mandato di Trump, il dipartimento di Stato aveva etichettato diverse organizzazioni narcotrafficanti come terroristiche, giustificando la decisione con il fatto che rappresentassero «una minaccia per la sicurezza nazionale» che supera quella della criminalità convenzionale.

Un eventuale intervento dell’esercito statunitense all’estero comporterebbe complessità legali e diplomatiche significative. Non è chiaro, ad esempio, come si gestirebbe la cattura o la morte di civili durante queste operazioni, specialmente in assenza di un’approvazione formale da parte del parlamento per un intervento militare.

In merito al Messico, fonti del New York Times suggeriscono che una simile azione militare statunitense potrebbe complicare la cooperazione del Messico con il governo americano su questioni cruciali, incluse le intese sulla gestione dei flussi migratori e sul contrasto al traffico di sostanze stupefacenti.

1 Comment

  1. Ma che cavolo! Gli Stati Uniti pensano di risolvere un problema così complesso con la forza militare? La Sheinbaum ha ragione a rifiutare! La storia ci insegna che questi interventi portano solo guai… Forse sarebbe meglio cooperare in modo diverso, come si fa in Europa, invece di fare il poliziotto del mondo.

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