L’Italia avvia una cooperazione con l’Ucraina per lo sviluppo di droni

16.04.2026 08:55
L'Italia avvia una cooperazione con l'Ucraina per lo sviluppo di droni

Visita di Zelensky a Roma: Focus sui droni e sviluppo della cooperazione militare

Nella sua visita di mercoledì a Roma, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha presentato il Drone Deal, un progetto che mira a condividere le competenze militari ucraine con le industrie della difesa dei paesi alleati. Questo accordo è stato discusso oltre che con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, anche dai collaboratori di Zelensky con i funzionari del ministero della Difesa italiano, riporta Attuale.

Negli ultimi anni, l’Ucraina si è affermata come uno dei leader mondiali nella progettazione e nell’uso dei droni, sviluppati per ridurre le perdite umane e i costi legati ai sistemi di difesa aerea tradizionali. Con risorse limitate, il paese ha iniziato a rispondere ai droni russi utilizzando droni stessi, aumentando l’efficacia delle sue operazioni aeree a fronte di un budget ristretto.

Dalla fine del 2022, diverse nuove aziende hanno iniziato a produrre droni intercettori, attualmente in grado di fabbricare centinaia di migliaia di unità al mese. Un esempio è la General Cherry, che produce 100mila droni ogni mese. Inoltre, l’Ucraina ha sviluppato tecnologie avanzate per il riconoscimento dei velivoli e sistemi di interferenza comunicativa, aumentando ulteriormente la sua capacità di risposta ai droni nemici.

L’Ucraina ha guadagnato reputazione anche grazie alla sua cooperazione con i paesi del Golfo Persico, colpiti da attacchi di droni iraniani. Negli ultimi tempi, squadre di esperti ucraini sono state inviate in Qatar, negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita per fornire supporto alle loro forze armate.

Giorgia Meloni ha confermato l’interesse dell’Italia a sviluppare una produzione congiunta di droni e ha sottolineato che l’Ucraina è diventata una “nazione guida” nel settore. La possibilità più concreta riguarda una partnership con Leonardo, una delle principali aziende europee nel settore della difesa, recentemente sotto la direzione di Lorenzo Mariani, nominato in un contesto controverso. Zelensky ha dichiarato: “La nostra competenza, la nostra esperienza militare, le nostre capacità di difesa nei settori dei droni, dei missili, della guerra elettronica e della condivisione dei dati: proponiamo di combinare tutto questo con le capacità dei nostri partner.”

I dettagli operativi della cooperazione tra Italia e Ucraina sono ancora in fase di definizione. Alexander Kamyshin, ex ministro delle Industrie strategiche e ora consigliere per l’arsenale ucraino, punta ad aprire almeno dieci stabilimenti di produzione di armi in Europa entro la fine dell’anno. L’Italia non è ancora inclusa nella lista, ma i colloqui avviati dopo l’incontro di mercoledì potrebbero cambiare questa situazione.

Durante la sua visita, Zelensky e Meloni hanno anche affrontato la recente sconfitta elettorale di Viktor Orbán in Ungheria, che ha bloccato un prestito europeo di 90 miliardi di euro all’Ucraina, insieme alle evoluzioni del conflitto in Medio Oriente. Dopo l’incontro con Meloni, Zelensky si è recato al Quirinale per visitare il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che riveste anche il ruolo di capo delle forze armate.

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