Gerhard Schröder: Una biografia controversa tra politica e affari con Putin
BERLINO – Nel 1982, un giovane deputato della Spd di nome Gerhard Schröder uscì da un ristorante italiano a Bonn dopo una cena con colleghi. Si avventò contro le inferriate della cancelleria, esclamando: «Ich will hier rein!», esprimendo così la sua ambizione politica. Sedici anni dopo, nell’ottobre 1998, sarebbe entrato al Bundeskanzleramt come cancelliere, battendo Helmut Kohl, il padre della riunificazione, riporta Attuale.
Leader di una coalizione con i Grünen, guidati da Joschka Fischer, Schröder governò la Germania per sette anni. Durante il suo mandato, implementò riforme significative, compresa la nuova legge sulla cittadinanza e la più radicale riforma del welfare dai tempi di Bismarck. La sua era fu contrassegnata da interventi militari, inclusa la missione NATO in Kosovo nel 1999 e l’intervento in Afghanistan nel 2001, segnando le prime operazioni militari tedesche dopo la Seconda Guerra Mondiale. Tuttavia, rifiutò di appoggiare l’invasione dell’Iraq da parte di George W. Bush.
Oggi, Schröder si trova emarginato in patria. Escluso da ogni supporto statale come ex cancelliere e ignorato dai partiti, ha rifiutato onorificenze e si è visto costretto a restituire il suo status di socio onorario nel Borussia Dortmund. L’origine dei suoi guai è nel suo legame con Vladimir Putin. Dopo la sua carica di cancelliere, diventò lobbista per il Cremlino, assumendo ruoli di rilievo nelle società Nord Stream 1 e 2, gasdotti che collegano la Russia alla Germania, oggi non operativi.
In una telefonata del 2005, Putin gli chiese se avesse paura di lavorare per lui. Schröder accettò l’offerta, affermando chiaramente il suo intento di monetizzare la sua carriera post-cancellierato. Tuttavia, il suo sostegno a Putin non ha mai vacillato. Ha descritto il conflitto in Ucraina come un «errore», aggiungendo che i crimini di guerra a Bucha necessitano di un’indagine prima di attribuire responsabilità.
Nonostante le pressioni, Schröder ha continuato a mantenere posizioni che favoriscono la mediazione con la Russia, spiegando che «una parte ha fiducia in me». Per comprendere il suo legame con Putin, è utile esaminare la sua biografia: sia Schröder che Putin provengono da umili origini. Schröder non ha conosciuto suo padre e fu cresciuto da una madre lavoratrice. La sua carriera politica iniziò giovanissimo nella Spd, diventando leader degli Jusos nel 1978. È noto per la sua ostentata predilezione per il lusso e ha spesso operato in contesti vicini ai potentati industriali, suscitando sospetti tra i suoi compatrioti socialdemocratici.
In un incontro con Romano Prodi a Milano nel 1998, Schröder mostrò interesse per le dinamiche industriali italiane, evidenziando il suo background e la volontà di confrontarsi con leader influenti. La sua vita personale, caratterizzata da numerosi matrimoni e relazioni, ha spesso riempito le cronache, contribuendo a dipingerlo come un «monogamo seriale», affermando con orgoglio di aver sposato tutte le donne significative della sua vita.