Putin celebra il Giorno della Vittoria con un messaggio di unità e apertura al dialogo
Nella Piazza Rossa, Vladimir Putin ha rilasciato un breve discorso di 8 minuti e 33 secondi durante le celebrazioni per il Giorno della Vittoria, nel quale ha esortato alla resistenza e unità del popolo russo, affermando: «Supereremo ogni prova». Alla maestosa cerimonia ha partecipato anche una delegazione di soldati nordcoreani. Questo messaggio, a tratti incoraggiante, invita a considerare il conflitto in Ucraina come sempre più vicino a una risoluzione, riporta Attuale.
La manifestazione, caratterizzata da un aumento dei maxischermi che trasmettevano video pre-registrati di operazioni militari, ha messo in luce l’incapacità di offrire una rappresentazione autentica della forza militare necessaria a sostenere il regime in un contesto difficile. I filmati mostrano brevi reportage dall’operazione militare speciale in Ucraina, mentre il termine «guerra» resta un taboo.
Putin ha sottolineato che il conflitto attuale è visto dalle forze russe come una lotta contro la NATO e ha invitato alla unione di tutti i cittadini per la Vittoria. Tuttavia, il breve discorso ha avuto un carattere di disillusione, riflettendo l’apatia accumulata negli ultimi anni e una crescente preoccupazione per gli sviluppi del conflitto in Ucraina. Tutte le categorie sociali sono state menzionate, ma molti hanno notato l’assenza dei postini nella lunga lista di coloro che sostengono la guerra.
L’approccio retorico di Putin è stato pesantemente segnato dalla ripetizione di frasi standard sulla determinazione e resilienza russa. Il presidente ha dichiarato: «La chiave del successo è la nostra forza morale, il nostro coraggio e la nostra capacità di sopportare qualsiasi cosa». Tuttavia, questo rifiuto di considerare una vera tregua potrebbe riflettere un’inefficienza politica sempre più evidente, con dati economici in peggioramento dal suo inizio.
In un editoriale di Ria Novosti, agenzia statale, si evidenzia che la Russia è ora in guerra con l’Occidente, suggerendo che la chiave per la vittoria passa attraverso la cessazione del supporto militare europeo all’Ucraina. La posizione di Putin resta quindi chiara: è «pronto a trattare», nominando Gerhard Schröder come interlocutore fidato, in un contesto in cui l’ottimismo sembra sfuggente.
Le presenze al palcoscenico del Giorno della Vittoria, tra cui quello del leader bielorusso Aleksandr Lukashenko, mostrano un accenno di debolezza, riflettendo il deterioramento del consenso interno e l’assenza di figure di spicco nella cerimonia. La ritualità dell’evento, un tempo simbolo di potenza, è stata percorsa da un senso di urgenza, restituendo un’immagine di ansia più che di celebrazione.