Il Parlamento Europeo respinge la richiesta di revoca dell’immunità per Ilaria Salis
La commissione Affari giuridici del Parlamento Europeo ha respinto la richiesta del governo ungherese di revocare l’immunità giuridica per l’europarlamentare italiana Ilaria Salis. Il voto della commissione non è definitivo e sarà sottoposto all’intero Parlamento durante la sessione plenaria che inizierà il 6 ottobre. Tuttavia, questo voto consente di avere un’idea su come potrebbe orientarsi l’assemblea in tale occasione, riporta Attuale.
Salis, esponente del partito Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), è accusata in Ungheria di aver aggredito dei neonazisti durante una manifestazione di estrema destra a Budapest nel 2023, un’accusa che lei ha sempre respinto. Per tali accuse, ha trascorso 15 mesi in detenzione preventiva in un carcere ungherese, dal febbraio 2023 fino al maggio 2024, per poi essere posta agli arresti domiciliari. È stata rilasciata dopo la sua elezione al Parlamento Europeo, nel giugno 2024. In una recente intervista al Corriere della Sera, ha dichiarato di voler essere processata, ma in Italia, ritenendo che in Ungheria la sentenza sia «già scritta».
Il voto della commissione si è svolto a scrutinio segreto, pertanto non è noto il dettaglio delle preferenze dei 25 membri. Tuttavia, fonti interne alla commissione, rimaste anonime, hanno indicato che la votazione si è chiusa con 13 voti contrari alla revoca e 12 favorevoli. La commissione comprende 11 parlamentari dei gruppi progressisti, sette dei gruppi di destra e sette del Partito Popolare Europeo. Se tutti i membri progressisti hanno votato contro la revoca, e i parlamentari di destra a favore, due voti dei Popolari avrebbero risultano decisivi, votando contro contrariamente alle indicazioni del loro partito. Il voto in sessione plenaria, a differenza di quello in commissione, dovrebbe essere palese, a meno che non ci sia una richiesta da parte di almeno un quinto dei deputati per un voto segreto.