Riforma della giustizia in Italia: il dibattito si riscalda tra magistrati
Il sostituto procuratore di Massa, Marco Mansi, ha risposto alle dichiarazioni critiche del procuratore Nicola Gratteri riguardo a coloro che voteranno Sì al referendum sulla giustizia, affermando che la demonizzazione dell’avversario ostacola il dialogo. “Quando si demonizza l’avversario, invece che cercare un interlocutore, nascono dichiarazioni come quelle del procuratore Gratteri”, riporta Attuale.
In vista del referendum, Mansi ha dichiarato: “Voterò Sì perché lo ritengo un giusto completamento di un percorso che è iniziato a un certo punto a livello procedimentale e costituzionale”. Sottolinea come la separazione delle carriere promuoverebbe una maggiore serenità e fiducia nella terzietà del giudice, e si è espresso favorevolmente nei confronti della riforma del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm), che prevede il sdoppiamento delle carriere e la creazione dell’Alta corte per gestire in modo più completo gli illeciti disciplinari, garantendo maggiore protezione per i magistrati.
Mansi ha anche criticato le affermazioni di Gratteri, definendole una conseguenza di un coinvolgimento politico della magistratura. “Non discutendo la struttura della riforma o la bontà delle norme, emergono discorsi politici che utilizzano argomenti emotivi”, ha detto. “Demonizzare l’avversario porta a dichiarazioni di quel genere”.
Riguardo la petizione firmata da 51 magistrati, Mansi ha spiegato che è emersa in modo spontaneo, attraverso passaparola e condivisione, senza una vera e propria organizzazione dietro. La convergenza di opinioni sulla riforma ha portato a questa iniziativa, sottolineando l’importanza del dialogo tra i membri del settore giudiziario.