Vittoria elettorale della Lista degli studenti in Serbia segna la fine di un’era
Il 25 ottobre, gli studenti serbi hanno festeggiato la loro vittoria elettorale con il gesto delle tre dita, simbolo controverso che riporta alla memoria gli anni della dissoluzione della Jugoslavia. La Lista degli studenti ha ottenuto il 52,65% dei voti, ponendo fine a quattordici anni di dominio politico di Aleksandar Vucic, il quale ha ottenuto solo il 39,22%. Questo risultato è il culmine di quasi due anni di manifestazioni, iniziate dopo il tragico crollo della pensilina della stazione di Novi Sad, che ha causato la morte di 16 persone, riporta Attuale.
Il gesto delle tre dita, utilizzato dai nazionalisti serbi nei conflitti degli anni Novanta, ha assunto un significato duplice. Per i giovani elettori, rappresenta una vittoria contro la corruzione e l’autoritarismo; viceversa, per alcune comunità bosniache, croate e albanesi, evoca ancora le violenze di quel periodo. La connotazione del gesto è complessa e ambivalente, riflettendo una storia di divisioni.
Il gesto, conosciuto come tri prsta, è radicato nella tradizione cristiano-ortodossa, simboleggiando la Santissima Trinità. Secondo lo storico serbo Miloš Vojinović, una delle sue antiche rappresentazioni si trova in un dipinto del 1750, mentre la sua forma contemporanea è stata rilanciata nel gennaio 1990 dal leader dell’opposizione Vuk Draskovic, diventando un segno di identità nazionale.
Nonostante le origini storiche discutibili, il gesto ha trovato nuova vita nell’attuale contesto elettorale, dove il numero tre sulla scheda ha offerto un’opportunità per ridefinire il simbolo. Accompagnato dalla canzone popolare Tri poljupca, è diventato l’inno non ufficiale della campagna studentesca. Vojinović sottolinea che questo cambiamento di significato sia rappresentativo del potere dei simboli: individui che prima si opponevano al gesto ora lo sollevano in segno di sostegno.
Il movimento studentesco ha cercato di evitare le ideologie partigiane, concentrandosi su temi come la corruzione e la trasparenza. Tuttavia, una ricerca pubblicata nel 2025 mette in evidenza contraddizioni all’interno del movimento, segnalandone la tolleranza selettiva verso simboli nazionalisti, mentre quelli europeisti risultano frequentemente contestati.
In un’analisi pubblicata nell’aprile 2026, la ricerca rivela che la rinuncia ai simboli europei è stata motivata anche dalla necessità di evitare le accuse di manipolazione straniera. Gli studenti sono riusciti a trasformare una protesta per giustizia in una mobilitazione nazionale, culminata in una maggioranza elettorale. Tuttavia, questa vittoria solleva interrogativi sulla direzione futura della nuova maggioranza, in particolare riguardo alla questione del Kosovo e alla memoria delle guerre jugoslave.
In definitiva, il gesto delle tre dita racconta due storie: quella di una generazione che ha abbattuto un sistema politico consolidato e quella di un Paese ancora in lotta con il proprio passato. Il significato che verrà attribuito a tale gesto dipenderà dalle decisioni della nuova Serbia.