Il sindaco di Trieste critica Elly Schlein, scatenando polemiche sul body shaming
Un post provocatorio su Facebook del sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha suscitato un acceso dibattito politico e sociale. In occasione dell’Epifania, martedì 6 gennaio, Dipiazza ha condiviso un fotomontaggio di Elly Schlein vestita da Befana, accompagnato da un messaggio di auguri. La reazione non si è fatta attendere, con la segretaria del Partito Democratico locale, Caterina Conti, che ha definito l’azione del sindaco una «mancanza di rispetto» e un «gesto sessista, volgare e indegno di chi ricopre un incarico pubblico», denunciando l’uso del body shaming come arma politica. «Chi dovrebbe rappresentare tutti i cittadini sceglie invece di insultare e basta. E non fa ridere nessuno», ha concluso Conti, riporta Attuale.
La reazione social e la difesa di Pascale
La controversia è esplosa anche sui social media, con numerosi commenti al post di Dipiazza. Tra questi, uno in particolare ha colpito l’attenzione: l’utente “excursusvitae” ha commentato che “Dipiazza si permette perché loro sono questa roba qui. Niente di diverso. E non hanno più paura di nascondersi. Scarsi e pericolosi”. La risposta è arrivata da Francesca Pascale, attivista ed ex compagna di Silvio Berlusconi, che ha difeso il sindaco dicendo: «No, noi non siamo questo. Vorrei ricordarvi come sono stata trattata, vittima di pregiudizi e ipocrisia dalle femministe di sinistra. Per fortuna vi conosco bene e so che niente di ciò che avete detto ha mai avuto valore reale, se non la consapevolezza della doppia morale. Sono stata chiamata in molti modi: beffarda, cheerleader, pescivendola, mantenuta, ignorante, psiconano, buffona, eccetera. Mi auguro che un’ondata di verità spazzi via tutta questa maledetta ipocrisia», ha concluso Pascale.
Ma siamo sicuri che un sindaco dovrebbe prendersi la briga di insultare così? È ridicolo e imbarazzante. La politica dovrebbe essere altro, non un palcoscenico per battute basse. E poi, vogliamo davvero dare spazio a chi usa il body shaming per attaccare? Una vergogna.