Unico sopravvissuto a un disastro aereo: la difficile vita di Viswashkumar Ramesh
Viswashkumar Ramesh, 39 anni, è tornato a parlare della sua incredibile esperienza come unico sopravvissuto al disastro aereo avvenuto il 12 giugno, quando il Boeing 787 dell’Air India, partito da Ahmedabad per Londra, si è schiantato poco dopo il decollo, causando la morte di 241 persone. «Un miracolo? No, non credo», afferma Ramesh, riflettendo sul suo stato attuale, riporta Attuale.
Ramesh si trovava al posto 11A, riuscendo a slacciarsi la cintura di sicurezza e uscire dai rottami del velivolo, riportando solo ferite superficiali. Tuttavia, la sua sopravvivenza ha un caro prezzo. «Mi sento completamente solo», ha rivelato in un’intervista, sottolineando come questa tragedia abbia stravolto la sua vita e quella della sua famiglia. Ramesh racconta di non riuscire a comunicare con sua moglie e suo figlio di quattro anni, mentre il suo fratello Ajay, che si trovava sull’aereo, è stato vittima della tragedia. «Ora l’unica cosa che mi sento di fare è stare in camera mia, da solo», ha aggiunto.
Camminando con difficoltà a causa delle ferite fisiche, Ramesh combatte una battaglia ben più ardua: il disturbo post traumatico da stress. «La notte non dormo. Penso. Soffro. Ogni giorno la mia famiglia soffre», ha affermato. La comunità locale si è mobilitata per offrire supporto, mentre diversi familiari delle vittime considerano di citare in giudizio la compagnia aerea, chiedendo un aiuto più concreto per Ramesh e altri sopravvissuti.
Una vicenda che continua a suscitare emozioni forti e un’accresciuta attenzione sulla sicurezza aerea, mentre le domande su come una tragedia simile possa accadere restano ancora senza risposta.