Imane Khelif contestata dalla World Boxing: ricorso sul test genetico per partecipare ai mondiali
La pugile algerina Imane Khelif ha presentato un ricorso contro la decisione della World Boxing che le impedisce di partecipare a competizioni internazionali senza un test genetico per la verifica del sesso biologico. La Khelif, medaglia d’oro nella categoria 66 chili alle Olimpiadi di Parigi 2024, ha fatto domanda per competere nel campionato mondiale di pugilato che inizia giovedì a Liverpool. Tuttavia, il Tribunale arbitrale dello sport (Tas) ha rifiutato la richiesta di sospendere la decisione della federazione fino alla prima udienza, ancora da fissare, rendendo incerta la partecipazione della pugile, riporta Attuale.
La controversia è esplosa quando Khelif è stata al centro di accuse riguardanti la sua identità di genere, scatenate dal ritiro della pugile italiana Angela Carini durante il loro incontro. Politici e opinionisti di destra hanno avanzato l’accusa, senza fornire prove, che Khelif fosse una donna trans, sollevando interrogativi sulla sua idoneità a competere nella categoria femminile.
A fine maggio, la World Boxing aveva annunciato l’introduzione di un test obbligatorio per rilevare materiale genetico specifico per stabilire l’idoneità degli atleti alle competizioni, menzionando esplicitamente Khelif nel comunicato. Poco dopo, la federazione si era scusata per la controversia causata dalla decisione.