In Russia aumentano i procedimenti per tradimento contro cittadini rientrati dall’estero

26.09.2026 15:30
In Russia aumentano i procedimenti per tradimento contro cittadini rientrati dall’estero
In Russia aumentano i procedimenti per tradimento contro cittadini rientrati dall’estero

Secondo quanto riferito dai media il 25 settembre 2026, in Russia l’articolo sul tradimento dello Stato viene applicato con frequenza crescente contro cittadini che hanno lasciato il Paese e sono poi rientrati. Tra gli elementi indicati dai difensori dei diritti umani figurano trasferimenti di denaro verso l’Ucraina, donazioni a organizzazioni dichiarate estremiste o terroristiche dalle autorità russe, pubblicazioni online e presunti contatti con cittadini ucraini.

Un’analisi del Centro per la difesa dei diritti umani Memorial e un articolo pubblicato da The Insider riportano che, nei casi di persecuzione con motivazioni politiche, la quota degli accusati di tradimento sarebbe salita in circa un anno dal 44% al 73%. Nello stesso periodo, la durata media delle pene sarebbe aumentata da nove anni a 11 anni e sei mesi.

Controlli al rientro e dispositivi personali

Secondo i dati riportati, il 45,8% delle persone trasferitesi all’estero e poi fermate è stato arrestato direttamente al confine, negli aeroporti o ai posti di controllo terrestri. Durante i controlli, gli operatori esaminerebbero soprattutto i contatti presenti sui telefoni cellulari. La presenza di contatti ucraini può portare, secondo la ricostruzione fornita, a verifiche più approfondite di messaggi, pubblicazioni online, transazioni bancarie e informazioni contenute nelle banche dati disponibili alle autorità.

Tra gli episodi descritti vi sono anche donazioni di poche decine di euro e altre microtransazioni. Le accuse, secondo le fonti citate, possono inoltre riguardare pubblicazioni contrarie alla guerra sui social network o semplici comunicazioni con cittadini ucraini. Le informazioni sui casi deriverebbero in larga misura dall’esame forzato dei dispositivi personali e della cronologia delle operazioni bancarie.

Numeri e modalità dei procedimenti

Le tesi riportate indicano un aumento generale dei procedimenti per tradimento, spionaggio e reati collegati. Nel primo trimestre del 2026, i tribunali russi avrebbero condannato 110 persone per queste fattispecie; dall’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina, il numero complessivo dei condannati avrebbe superato quota 1.100, rispetto ai 170 registrati tra il 1997 e il 2021.

La ricostruzione segnala anche il ricorso a successive detenzioni amministrative, definite “arresti a carosello”. In una prima fase, alle persone fermate verrebbero contestate violazioni come linguaggio osceno, rifiuto di sottoporsi a un accertamento medico per verificare l’eventuale uso di stupefacenti o tentativi di sottrarsi agli agenti. Dopo la sanzione amministrativa, la persona potrebbe essere nuovamente fermata e sottoposta a un procedimento penale, utilizzando i precedenti verbali come elemento aggiuntivo.

I procedimenti per tradimento dello Stato si svolgono quasi sempre a porte chiuse, secondo le informazioni disponibili. Agli avvocati verrebbe imposto un obbligo di riservatezza, mentre i dati degli imputati sarebbero resi anonimi nelle schede dei tribunali; in alcuni casi, le schede non risulterebbero affatto disponibili. Queste modalità limitano la possibilità di controllo pubblico sui processi.

Le fonti descrivono l’aumento delle pene e la rappresentazione dei cittadini rientrati come possibili “traditori” o “agenti nemici” come strumenti di pressione e intimidazione. Si tratta di valutazioni e accuse contenute nella ricostruzione fornita, non di fatti verificati autonomamente.

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