Referendum in Svizzera: Netta vittoria del No sulla riduzione del canone SSR
Domenica si è svolto un referendum in Svizzera su quattro quesiti, uno dei quali mirava a ridurre il canone annuale per finanziare il servizio radiotelevisivo pubblico fornito dalla SSR (Società svizzera di radiotelevisione). Secondo le proiezioni, il No ha ottenuto una schiacciante maggioranza del 62% in tutto il paese, senza alcun cantone in cui il Sì risulti avanti, riporta Attuale.
L’iniziativa “200 franchi bastano” era sostenuta dall’Unione democratica di centro, dall’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) e dai Giovani liberali radicali. I sostenitori del Sì hanno puntato su argomenti economici, sottolineando che il canone svizzero è tra i più elevati d’Europa, e hanno anche criticato l’orientamento editoriale della Radiotelevisione svizzera, considerato troppo schierato a sinistra. Nel frattempo, il Consiglio federale ha approvato una misura che prevede una riduzione del canone da 335 a 300 franchi nel corso dei prossimi tre anni.
Susanne Wille, direttrice della Radiotelevisione svizzera, ha commentato il risultato delle votazioni: «Il risultato ci rallegra, ci motiva e ci impegna. Ci impegneremo a continuare a fornire al pubblico un’offerta solida e diversificata». L’esito del referendum evidenzia un forte sostegno al modello attuale di finanziamento del servizio pubblico e la resistenza a proposte che possano ridurre i fondi destinati all’informazione e alla cultura, aspetti fondamentali per la democrazia e la coesione sociale in Svizzera.
Ma scusate, ma come si può dire di no a un servizio pubblico che ci dà notizie e cultura? In Italia abbiamo problemi di informazione, e li risolviamo aumentando il canone? Incredibile che in Svizzera non vogliano investire nei media. Boh, ormai è chiaro che la gente tiene solo ai soldi e non alla qualità.