In Ucraina la politica riemerge: Zelensky ascolta la piazza e dimostra la nostra differenza da Mosca

25.07.2025 22:55
In Ucraina la politica riemerge: Zelensky ascolta la piazza e dimostra la nostra differenza da Mosca

La politica ucraina: riflessioni e sfide attuali

«Le ultime manifestazioni per la democrazia in Ucraina segnano un cambiamento significativo dall’inizio del conflitto: la politica sta ritornando nel paese. Ciò dimostra che Kiev non è Mosca. Mentre Putin avrebbe perseguitato gli oppositori, Zelensky ha accolto le ragioni delle proteste e ha modificato i suoi piani», afferma Dmytro Kuleba, ex ministro degli Esteri ucraino, in un colloquio durante il festival «Una Montagna di Libri» a Cortina. Kuleba, ministro dal 2020 e successivamente licenziato, ha discusso delle attuali dinamiche politiche per oltre un’ora, riporta Attuale.

La questione dell’accentramento del potere è stata un tema centrale nel dialogo. Rispondendo a una domanda su un possibile vittimismo rispetto alla gestione del presidente, Kuleba afferma: «Assolutamente no. La nostra costituzione prevede che il presidente possa rimuovere un ministro. Tuttavia, gli eventi recenti sono stati drammatici. La legge 12414, proposta da Zelensky per chiudere le commissioni anticorruzione, ha suscitato una reazione rapida da parte dei cittadini, costringendolo a rivedere le sue politiche». Questo è un chiaro segnale che l’Ucraina è attenta alle istanze popolari e si distingue dalla dittatura russa.

Un nuovo Maidan in vista?

Kuleba riconosce la presenza di studenti come promotori delle attuali contestazioni, sottolineando che “ora siamo sotto attacco militare da quasi tre anni e mezzo.” Molti di questi giovani hanno perso amici e familiari a causa del conflitto, ma continuano a lottare per il futuro del paese. Inoltre, i leader europei hanno espresso il loro supporto per Kiev, evidenziando che l’Europa non può tollerare misure repressive.

La richiesta di dimissioni di Andrij Yermak, consigliere di Zelensky, è legittima, dice Kuleba: «Dopo il mio licenziamento, non ho mai criticato i miei ex colleghi. Ma ora ritengo che il governo debba ascoltare le voci del popolo e non abusare del suo potere». Aggiunge che la società ha il diritto di protestare quando gli interessi nazionali sono minacciati, evidenziando un contratto sociale più sano.

Kuleba esclude qualsiasi coinvolgimento della Russia nelle proteste, ma avverte che i russi potrebbero cercare di sfruttarle per i loro scopi. Riguardo alle elezioni, egli afferma che non è ancora tempo di votare: «Non è possibile farlo sotto bombardamenti, anche se i nostri giovani sono stanchi della classe politica attuale». Nonostante le avversità, la percezione di un’unità nazionale è forte, rendendo poco probabile la formazione di un governo di unità nazionale.

Il dialogo mette in luce la lezione della guerra: «Dove l’Europa non arriva con la democrazia, la Russia invade», avverte Kuleba. La capacità di Bruxelles di supportare questi paesi è cruciale per prevenire l’ulteriore destabilizzazione della regione.

In merito alla capacità militare, Kuleba afferma che l’Ucraina continua a resistere, ma ha bisogno di supporto europeo per mantenere la sua lotta per la libertà. «Ogni paese europeo avrebbe problemi dopo tre anni di attacco»; tuttavia, la volontà di combattere degli ucraini è forte. «Possiamo vincere se agiamo tempestivamente e impariamo dai nostri errori». Pur non vedendo una vittoria imminente, Kuleba crede nella possibilità di fermare l’invasione.

Infine, Kuleba rivela di stare scrivendo un libro sulla guerra, con una tesi centrale: «Se l’Ucraina fosse stata trattata in modo diverso da Usa ed Europa, questa guerra non sarebbe avvenuta. Il mondo ha ignorato l’Ucraina nel 2014 e ha pagato le conseguenze». Questo ricordo della storia serve da monito per il futuro e sottolinea l’importanza di una solida collaborazione occidentale.

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