Arresto di Mohammad Hannoun a Genova per finanziamenti a Hamas
Mohammad Hannoun, architetto giordano arrestato a Genova nell’ambito dell’operazione Domino, è accusato di aver finanziato Hamas. Durante un colloquio in carcere, Hannoun si è dimostrato “molto lucido e preciso” nel ricostruire i passaggi dei finanziamenti, i quali verranno studiati a partire da domani. Secondo i suoi difensori, Emanuele Tambuscio e Fabio Sommovigo, Hannoun ha sempre operato in modo tracciabile e attraverso associazioni registrate, molte delle quali anche in Israele, riporta Attuale.
Il colloquio tra gli avvocati e Hannoun è avvenuto nel carcere di Genova Marassi e ha avuto una durata di circa due ore. Oggi, durante l’interrogatorio di garanzia, l’architetto “chiarirà alcuni passaggi con la gip tramite una dichiarazione spontanea”, ma, su consiglio legale, non si sottoporrà a interrogatorio poiché non sono ancora stati ricevuti tutti gli atti depositati.
Anche Rahed al Salahat ha avuto un colloquio in carcere a Sollicciano con il suo avvocato difensore. “Risponderemo alle domande e chiederò la scarcerazione”, ha dichiarato l’avvocato Samuele Zucchini. Salahat ha affermato di lavorare a Firenze e in Toscana, come dipendente di un’associazione, occupandosi della raccolta di fondi per acquistare medicinali, cibo e acqua, oltre al sostentamento dei malati a Gaza.
A Roma, la sede dell’associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese nel quartiere Centocelle è stata perquisita e sono stati sequestrati 100mila euro. Inizia così a delinearsi la rete di solidarietà che circonda l’indagato. Il Coordinamento dei Giuristi e Avvocati per la Palestina (Gav) ha espresso “sconcerto per la grancassa mediatica alimentata da alcune testate dell’area della destra politica e culturale”. Allo stesso modo, il Coordinamento Torino per Gaza ha denunciato quello che considera un “attacco repressivo” del movimento ProPal.