Italia approva il decreto di aiuti militari a Kiev, ma la Lega protesta

30.12.2025 06:45
Italia approva il decreto di aiuti militari a Kiev, ma la Lega protesta

Il governo italiano proroga il decreto armi per l’Ucraina fino al 2026

Il Consiglio dei ministri italiano ha approvato la proroga fino al 2026 del decreto armi e degli aiuti all’Ucraina, dopo una riunione lampo di mezz’ora. Questo provvedimento, inizialmente previsto per inizio dicembre, era stato posticipato a causa delle resistenze della Lega, che ha richiesto un maggiore focus sugli aiuti civili rispetto a quelli militari. Rappresentanti di Fratelli d’Italia sostengono che l’accordo fosse già stato raggiunto, chiudendo così la questione, riporta Attuale.

Durante la giornata di ieri, due versioni contrapposte sono emerse brevemente. A metà mattinata, circolava la notizia di un cambiamento nel titolo del decreto, che avrebbe dovuto eliminare l’aggettivo “militare”. Il senatore della Lega Claudio Borghi ha celebrato il lavoro del proprio partito su Twitter, elogiando il leader, Matteo Salvini, la cui assenza al Cdm è stata giustificata da “motivi personali”, insieme a quella del ministro della Difesa, Guido Crosetto.

Tuttavia, la convocazione ufficiale del Cdm ha smorzato gli entusiasmi, con il testo del provvedimento rimasto invariato: “Disposizioni urgenti per la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti freelance”. Borghi, in un commento prima dell’inizio del Cdm, si è detto disponibile ad accettare qualsiasi nome per il decreto, a patto che il testo non cambiasse. La vera novità emersa è stata l’inclusione nel decreto di priorità per la cessione di “mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari” rivolti a usi civili e di protezione contro attacchi aerei e cibernetici, soddisfacendo in parte le richieste della Lega.

Tuttavia, il generale Roberto Vannacci ha criticato questa linea, definendo le modifiche lessicali come tentativi di nascondere la continuazione di una “guerra persa” e contestando l’approvazione del decreto da parte del Parlamento. Il vicepremier Antonio Tajani ha cercato di attenuare i toni, ricordando che la Lega ha votato in favore del provvedimento.

L’opposizione ha espresso forti critiche. Chiara Appendino del M5S ha definito la situazione una “farsa”, accusando Salvini di non essere sincero nei suoi proclami di pace. Riccardo Magi di +Europa ha lamentato il deterioramento del supporto italiano all’Ucraina, mentre il Pd, attraverso Filippo Sensi, ha criticato il balletto comunicativo attorno al titolo del decreto, definendolo “osceno”.

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